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Si scopre che le armi sono state introdotte con l'inganno

Emergency: nessuna notizia dei tre medici italiani sequestrati


Emergency: nessuna notizia dei tre medici italiani sequestrati
15/04/2010, 10:04

KABUL (AFGHANISTAN) - Ormai è un vero e proprio mistero su dove siano i tre medici italiani di Emergency seqestrati dalle forze di sicurezza afgane. Le voci si rincorrono, ma ormai sono tre giorni che nessuno li ha potuti incontrare o ha potuto parlare con loro. Anche le lettere che ieri il Ministro degli Esteri Franco Frattini e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi hanno inviato a Karzai non hanno ottenuto alcun risultato. L'unica cosa certa è che non ci sono accuse ufficiali contro di loro e non vengono rispettate le leggi, dato che non è stato nominato per loro neanche un avvocato.
Intanto cominciano a trapelare i dettagli che fanno credere che sia stata tutta una montatura. In una intervista a Peacereporter.com, uno dei medici italiani che sono stati trasferiti a Kabul ha riferito che poco prima dell'incursione dei membri della sicurezza afgana, accompagnati dai soldati inglesi dell'Isaf, c'era stato un allarme bomba, per cui tutti i medici stranieri erano stati mandati a casa. A quel punto non ci vuole un genio per capire che evidentemente hanno sfruttato quel momento per sistemare le armi senza che nessuno li vedesse. Resterebbe da capire chi l'ha fatto. Il perchè è evidente: la presenza di Emergency, cioè una voce libera, in un Paese dove si sta svolgendo una guerra che colpisce quasi esclusivamente i civili, non può essere ben accetta, nè dal governo afgano nè dai soldati dell'Isaf.

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di Antonio Rispoli
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