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Aumentano i casi di infezione si teme per i Paesi limitrofi

Epidemia dei cetrioli, altre vittime in Germania


Epidemia dei cetrioli, altre vittime in Germania
28/05/2011, 09:05

ROMA - In Germania aumenta la tensione. L’epidemia provocata dal batterio Escherichia coli O104 che ha contaminato i cetrioli,  ha causato nuove vittime, il bilancio sale a sei, e al momento sono  circa mille le persone infette. Molte  persone colpite lamentano disturbi intestinali, la maggior parte residenti nel nord del paese. Le autorità di controllo pensano di avere individuato la causa in cetrioli provenienti da due aziende spagnole di agricoltura biologica (di Almeria e Malaga) lavati male e mangiati crudi. Escherichia coli (abbreviato solitamente con E. coli) è la specie più nota del genere Escherichia.   La sua presenza nei corpi idrici segnala la presenza di condizioni di fecalizzazione (è il principale indicatore di contaminazione fecale, insieme con gli enterococchi). Il nome deriva dal suo scopritore, Theodor Escherich. Appartiene al gruppo degli enterobatteri ed è usato comunemente come organismo modello dei batteri in generale. Il batterio   si diffonde prevalentemente attraverso le feci dei ruminanti (soprattutto bovini) e alcune sue varietà provocano la Sindrome emolitica uremica (Hus), una patologia che ha come primo sintomo la dissenteria emorragica. L'allarme scattato in Germania ha mobilitato l'Ue e la Commissione europea ha comunicato agli Stati membri, attraverso il suo sistema di allerta rapida sugli alimenti, tutte le informazioni sull'epidemia scoppiata in Germania, ma che ha già fatto registrare casi (anche se in maniera minore) in altri sei Paesi europei: Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Austria, Svizzera e Olanda. Anche qui, pare che i contagi riguardino persone che erano state di recente in Germania. Bruxelles invita i cittadini dell'Ue che siano stati di recente in Germania a prestare attenzione a sintomi come diarrea con sangue e di conseguenza a consultare il proprio medico.La situazione in Italia. "In Italia il pericolo è limitato - dice Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità. Tuttavia abbiamo attivato la nostra rete di epidemiologia e sorveglianza. Qualsiasi caso sospetto verrà segnalato dalle strutture sanitarie al Registro nazionale della Hus e i campioni diagnostici saranno inviati al laboratorio nazionale di riferimento per E. Coli presso l'Istituto superiore di sanità". "Per proteggersi - spiega l'esperta - occorre seguire comuni norme igieniche come l'accurato lavaggio dei cibi da consumare crudi, evitando le contaminazioni tra cibi, e il lavaggio delle mani dopo l'utilizzo dei servizi igienici e prima della preparazione dei cibi.

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di Rosario Scavetta
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