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Epidemia di Ebola, morto un medico in Sierra Leone

Lorenzin: "In Italia non c'è nessun rischio"

Epidemia di Ebola, morto un medico in Sierra Leone
31/07/2014, 12:16

Preoccupa l'epidemia di Ebola, che infuria da un paio di mesi nell'Africa Occidentale. I dati parlano di oltre 1200 casi accertati e di 672 vittime della terribile malattia. Non ce l'ha fatta Omar Khan, il medico che dirigeva il centro clinico per le cure contro la devastante malattia a Kenema: è morto a causa della febbre emorragica. Khan era stato ricoverato in un centro di Medici Senza Frontiere dopo essere stato contagiato la scorsa settimana. Si era meritato l'appellativo di "eroe nazionale", attribuitogli dal ministro della Sanità, per "aver speso per mesi oltre 12 ore al giorno nel tentativo di salvare vite umane".
Per ora i Paesi interessati dall'epidemia sono Guinea, dove si è sviluppato il primo focolaio, Liberia e Sierra Leone, ma Medici Senza Frontiere - che è presente in quei Paesi - teme una espansione della malattia. Infatti, secondo i medici, questa volta l'epidemia è più virulenta del solito e rischia di non poter essere fermata facilmente. Infatti di solito Ebola termina da sola in pochi giorni (non esiste un farmaco che la curi): il virus diventa meno aggressivo e il contagio è ostacolato sempre maggiormente dal sistema immunitario del paziente; fino ad essere sconfitto. Ma questa volta sta andando avanti da troppo tempo. Tanto che in Europa si stanno prendendo provvedimenti di profilassi. In Inghilterra, per esempio, è stato indetto un tavolo interministeriale per stabilire quali misure prendere. Mentre in Italia, secondo il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, non ci sono rischi, secondo quanto dichiarato all'Huffington Post: "Il livello di allerta è già alto fin dal principio dell'epidemia. Negli aeroporti e nei luoghi di transito vengono già effettuate visite mediche nei casi che vengono ritenuti necessari. In Italia il pericolo non c'è".
La Liberia ha deciso la chiusura di tutte le scuole "senza eccezioni" per limitare i rischi di contagio del virus, che nel Paese ha già colpito 249 persone, uccidendone 129. Sono state anche sospese tutte le partite di calcio e sono stati chiusi i mercati vicino alla frontiera. I punti di ingresso nel Paese sono stati quasi tutti chiusi ed è stata rafforzata la sorveglianza nei pochi punti rimasti aperti, come gli aeroporti.

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di Redazione
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