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Copti in piazza dopo la strage nella chiesa

Esplode la rabbia a Il Cairo, scontri e feriti

E lo sceicco critica l'invito di Ratzinger durante l'Angelus

Esplode la rabbia a Il Cairo, scontri e feriti
02/01/2011, 19:01

Almeno dieci copti sono rimasti feriti in scontri con la polizia durante le manifestazioni al centro del Cairo scaturite dall'attentato nella chiesa dei santi di Alessandria nel quale sono morte 21 persone. La polizia ha usato i manganelli per disperdere i manifestanti che tentavano di superare il cordone delle forze di sicurezza sul lungo Nilo vicino al ministero degli esteri. In varie parti del paese i copti hanno manifestato la loro rabbia. Tensione e dolore sono stati particolarmente forti nella chiesa colpita, dove si sono svolti i funerali collettivi delle 21 vittime. Diversi fedeli uomini sono rimasti all'esterno per impedire a giornalisti e telecamere di riprendere la cerimonia funebre e molti si sono lamentati apertamente di non sentirsi protetti dal governo.
Le autorità hanno dispiegato centinaia di poliziotti nell'area, ma hanno schierato agenti cristiani vicino alla chiesa per evitare tensioni. Nella provincia meridionale di Assiut, almeno 2mila copti hanno partecipato a una manifestazione di protesta contro il governo, accusato di non proteggerli abbastanza. Al Cairo circa 150 persone hanno invece manifestato a favore dell'unità fra egiziani cristiani e musulmani, al grido di : “un paese, una nazione”, oppure “Lunga vita alla mezzaluna e alla croce”.
Ma nella stessa capitale egiziana decine di copti hanno assalito l'automobile di Ahmed al Tayeb, rettore dell'università di al Azhar e massima autorità islamica del paese, che era andato a porgere le sue condoglianze al papa copto, Shenouda III. Il grande imam di Al Azhar, sceicco Ahmed El Tyeb, una della massime figure dell'Islam, ha criticato le dichiarazioni del Papa sulla necessità di difendere i cristiani definendole “intervento inaccettabile negli affari dell'Egitto”. “Perché il Papa non ha chiesto la protezione dei musulmani quando venivano massacrati in Iraq?”, si è chiesto El Tayeb, citato dalla stampa egiziana, criticando quella che definisce “una visione sbilanciata su musulmani e cristiani che rischiano di essere uccisi in tutto il mondo”.
Nonostante le critiche alla Chiesa lo sceicco Ahmed El Tyeb ha lavorato con Shenouda III per cercare un dialogo tra le popolazioni delle diverse confessioni. Al termine dell'incontro al Cairo le due autorità religiose hanno annunciato la creazione di un comitato paritetico che s'incontrerá su base settimanale per ridurre tensioni settarie. Il governo egiziano, a partire dal presidente Hosni Mubarak, ha insistito sul fatto che l'attentato verrà perseguito come un attacco all'intero paese e non solo alla minoranza cristiana.

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di Redazione
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