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Il governo Rousseff in linea con Lula: "Scelta corretta"

Estradizione di Battisti, dal Brasile arriva il secondo no


Estradizione di Battisti, dal Brasile arriva il secondo no
02/01/2011, 21:01

BRASILIA - Sul caso Battisti la linea Lula sembra quella privilegiata anche dal neo governo brasiliano. Basta ascoltare le parole del ministro della giustizia Cardozo per capirlo: per il terrorista “rosso” non ci sarà alcuna estradizione, una scelta che “non rovinerà i nostri rapporti con l'Italia". Anche il neo ministro degli esteri, Patriota, tenta di stemperare gli animi, mentre il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha scritto una lettera al presidente Dilma Rousseff, chiedendole di rivedere la decisione del suo predecessore. Ma intanto dal Sudamerica sembrano inamovibili: il nuovo ministro della giustizia brasiliano, Josè Cardozo, ha detto di “non aver alcun dubbio” sul fatto che il no all'estradizione di Cesare Battisti sia stata una decisione "corretta". Lula ha agito “in stretta consonanza con il nostro diritto e con quanto aveva manifestato il Supremo Tribunal Federal”, ha spiegato Cardozo, precisando di essersi convinto "dopo aver letto il parere dell'Avvocatura generale dello Stato", che ha consigliato Lula di lasciare Battisti in Brasile. Il neo ministo, poi, ha detto di non prevedere possibili "ritorsioni" da parte dell'Italia: "La nostra è una decisione sovrana. Non credo che possa compromettere i nostri rapporti di profonda amicizia con l'Italia. Gli italiani - ha sottolineato - sono nostri fratelli. Non c'è alcuna ragione per la quale la decisione di Lula possa essere contestata dal punto di vista della sua validità giuridica", ha concluso.
"Non lasceremo niente di intentato per riportare Battisti in una prigione italiana, non ci fermeremo di fronte a nessuna difficoltà". Il ministro degli Esteri italiano non si dà per vinto e così risponde ai microfoni del Tg2 a chi gli chiede se l'Italia possa spingersi fino alla rottura diplomatica con il Brasile per ottenere l'estradizione di Cesare Battisti. "Il male che lui ha fatto alle vittime come terrorista - spiega il titolare della Farnesina - non può essere cancellato". Il governo italiano agirà "insieme al tribunale supremo del Brasile, a cui ci rivolgeremo per chiedere che la decisone di Lula sia cancellata. Ma non siamo soli. Abbiamo una mobilitazione anche di opinione pubblica brasiliana che credo ci aiuterà. Credo - conclude Frattini - che questo sia il percorso necessario e forte".

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di Davide Gambardella
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