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Voteranno solo i britannici: prevedibile il risultato

Falkland-Malvinas, referendum per la sovranità delle isole

Le isole sono storicamente contese da inglesi e argentini

Falkland-Malvinas, referendum per la sovranità delle isole
10/03/2013, 11:30

PORT STANLEY (ISOLE FALKLAND-MALVINAS) - Oggi e domani si svolgerà nelle isole Falkland il referendum sullo status politico dell'arcipelago. Il quesito al quale 1650 elettori sono chiamati a rispondere è il seguente: "Volete che le isole Falkland mantengano il proprio status di Territorio d'Oltremare del Regno Unito?"

L'arcipelago dell'Atlantico meridionale, geograficamente vicino all'America Latina ma abitato e amministrato dagli inglesi, è da quasi due secoli motivo di scontro tra Gran Bretagna e Argentina, trovandosi al centro di una storica disputa tra i due paesi. Nel 1982 la disputa sfociò in un vero e proprio conflitto armato tra inglesi e argentini, che durò due mesi e costò la vita a mille soldati. In quell'occasione ci fu la vittoria degli inglesi e l'evento fece crescere notevolmente la popolarità dell'allora primo ministro inglese Margaret Thatcher.

La vittoria del "sì" è piuttosto scontata, essendo il voto aperto solo agli inglesi. Il referendum, infatti, esclude tutti coloro che non hanno passaporto britannico e che vivono nelle isole da meno di due anni. Per tale ragione, come prevedibile, il risultato non verrà accettato dal governo di Buenos Aires, il quale ha preannunciato che in ogni caso considererà il voto nullo, in quanto privo di valore legale. Il governo argentino, infatti, rifacendosi al principio di sovranità, ritiene non valido il voto di popolazioni "trapiantate" nel territorio di un altro Paese e invita la Gran Bretagna a risolvere la disputa in modo bilaterale, come indicato dalle risoluzioni dell'Onu. Differentemente, gli inglesi fanno appello al principio di autodeterminazione dei popoli per giustificare il mantenimento dell'attuale status politico ed amministrativo delle isole dell'arcipelago, che sono abitate in prevalenza dal da inglesi.

Questo referendum nasce in risposta alla campagna internazionale per reclamare la sovranità argentina delle isole lanciata dal presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner e inoltre, con la vittoria del "sì", esso mira a fare pressione sul governo di Washington affinchè prenda posizione nella disputa. Gli Stati Uniti, infatti, pur riconoscendo l'amministrazione de facto degli inglesi, hanno sempre evitato di schierarsi in merito alla questione della sovranità delle isole dell'arcipelago.

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di Vanessa Ioannou
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