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I pirati hanno chiesto un riscatto di 16 milioni di dollari

Fax dalla nave italiana rapita dai pirati: "Aiutateci, siamo allo stremo"


Fax dalla nave italiana rapita dai pirati: 'Aiutateci, siamo allo stremo'
23/05/2011, 11:05

OCEANO INDIANO - Non sono più sui giornali, ma i 27 marinai sequestrati con la nave cargo Savina Caylyn nel febbraio scorso nell'Oceano Indiano sono ancora nelle mani dei pirati. E non in una buona situazione, a giudicare dal fax inviato dalla nave, firmato dal comandante e dal direttore di macchina: "Siamo allo stremo delle nostre forze mentali e fisiche. Perciò ci appelliamo alla vostra pietà e a quella di tutto il popolo italiano, soprattutto del nostro governo. Sono trascorsi ormai tre mesi e mezzo di stenti e sofferenze durante i quali la nostra compagnia di navigazione non è riuscita a risolvere il negoziato, affermando a noi e alle nostre famiglie che la trattativa era in corso. Invece l’amara realtà è che il negoziato è bloccato da più di due mesi, quindi il gruppo di pirati, per porre ulteriore pressione, ha trasferito tre nostri connazionali a terra con ulteriore, evidente pericolo per la loro vita. Viviamo in una situazione tragica, con scarsità di cibo, acqua e combustibile. I medicinali sono finiti e alcuni membri dell’equipaggio presentano malattie della pelle e traumi. Il pericolo di perdere la vita è incombente e continuo, siamo segregati e viviamo tutti sul ponte sotto la continua minaccia di armi automatiche".
La situazione per i marinai è di stallo. I pirati hanno chiesto alla compagnia armatrice, la napoletana Fratelli D'Amato, un riscatto di 16 milioni di dollari per nave ed equipaggio; richiesta che la compagnia ha rigettato, rifiutandosi di pagare. I pirati hanno minacciato di trasferire l'equipaggio nel deserto, ma la nave è tenuta sotto controllo tramite i satelliti

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di Antonio Rispoli
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