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E' successo in un centro immigrati a Digione

Fiamme da un cestino di rifiuti: sette morti in Francia


Fiamme da un cestino di rifiuti: sette morti in Francia
14/11/2010, 18:11

PARIGI - Sette morti e undici intossicati gravi, tra cui quattro bambini. È questo il bilancio dell'incendio che nella notte scorsa ha distrutto gli alloggi di un centro per lavoratori immigrati nel quartiere popolare di Fontaine d'Ouche a Digione, nella Francia centro-orientale. Le fiamme, hanno spiegato alla stampa i soccorritori, sono partite da un cestino della spazzatura collocato su un dei muri esterni del centro, per ragioni ancora da determinare, e si sono propagate a una velocità sorprendente a tutti i nove piani del palazzo. Tanto che, racconta un pompiere all'agenzia France Presse, quando i soccorsi sono arrivati sul posto i residenti «erano ormai impossibilitati ad evacuare l'immobile da soli a causa del fumo», che aveva invaso appartamenti e scale. Il panico era tale, prosegue, che alcuni «si sono gettati dalla finestra» per tentare la fuga. Per riportare la situazione sotto controllo ci sono volute diverse ore, e l'intervento di sei elicotteri e oltre cento pompieri, alcuni dei quali sono rimasti intossicati nel tentativo di mettere in salvo gli occupanti del centro. Secondo i primi rilievi degli inquirenti, che hanno aperto un'indagine per determinare le cause del rogo, è stato proprio il fumo ad uccidere sei delle sette vittime, mentre l'ultima ha trovato la morte lanciandosi da una finestra del settimo piano. I morti erano tutti adulti, tra i 40 e i 60 anni; tre erano francesi, due senegalesi, uno algerino e uno vietnamita. Tra i feriti gravi ci sono invece anche quattro bambini, due dei quali si trovano in rianimazione pediatrica all'ospedale universitario di Digione per forte intossicazione da monossido di carbonio. L'edificio colpito dalle fiamme, la cui facciata completamente annerita testimonia della violenza del rogo, è stato dichiarato inagibile. I sopravvissuti sono al momento alloggiati nel Palazzo dello sport di Digione, dove è attiva una cellula di accoglienza per le situazioni di emergenza. «Sono stato svegliato da grida e rumore - racconta all'agenzia France Presse uno di loro, appena dimesso dall'ospedale - Ho aperto la porta di casa, ma una spessa coltre di fumo mi ha impedito di uscire». Paura e sollievo, ma anche tristezza per le vittime, si alternano nelle loro testimonianze, in cui non manca la preoccupazione per il futuro. Le istituzioni cittadine si sono già impegnate a trovare nuove sistemazioni, ma il compito è complesso e potrebbe richiedere diversi giorni.

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di Redazione
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