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"Si al Federalismo ma non cediamo a tentazioni separatiste"

Fini chiede ai suoi lealtà e rispetto del programma di governo


Fini chiede ai suoi lealtà e rispetto del programma di governo
26/04/2010, 21:04

ROMA - Nella sua prima riunione dopo la nascita oramai ufficiale di una corrente di minoranza all'interno del Pdl, Gianfranco Fini continua a mantenere i toni del confronto politico molto pacati e diplomatici. Il fulcro di tutto il discorso fatto nella Sala Tatarella della Camera, è infatti riassumibile in un'unica frase-monito rivolta ai fedelissimi:"Dobbiamo garantire la massima lealta' alla coalizione e al programma di governo".
Nessun nuovo gruppo di dissidenti pronti a sgambettare la maggioranza e a favorire eventuali elezioni anticipate, dunque. Per la terza carica dello Stato, l'obiettivo resta difatti quello di conservare il governo per i prossimi tre anni e di condurre una fattiva e concreta opera di riforma. Riguardo la questione legata alle dimissioni del capogruppo vicario Italo Bocchino, per ora la decisione finale resta in sospeso ma, secondo quanto si legge sull'Ansa, Bocchino avrebbe in mente di affidarsi al regolamento del gruppo che, a quanto sembra, conterrebbe una clausola particolare (regolarmente approvata) secondo la quale, se si dimette il capogruppo vicario, allora anche il capogruppo deve abbandonare il suo incarico (con buona pace di Fabrizio Cicchitto). Arrivati a quel punto, Bocchino si ricandiderebbe chiedendo il consenso di "bandiera" ai 38 deputati di area finiana e sancendo definitivamente la nascita di una corrente alternativa interna al Pdl.

FEDERALISMO SI MA GUAI AL SEPARATISMO
Poco prima di iniziare il suo apprezattissimo ed applauditissimo discorso, Fini ha poi voluto citare il presidente Giorgio Napolitano riguardo l'insostenibilità di un paese diviso che potesse cedere alle tentanzioni separatiste degli estremisti settentrionali e meridionali. "l'introduzione del cosiddetto federalismo fiscale carica i governi locali di nuovi compiti e di nuove responsabilità - ha precisato in incipit l'ex leader di An-, perché, come ha detto di recente il Capo dello Stato, 'non c'é alternativa al crescere insieme, Nord e Sud, essendo storicamente insostenibili ed obiettivamente inimmaginabili nell'Europa e nel mondo d'oggi prospettive separatiste o indipendentiste, e più semplicemente ipotesi di sviluppo autosufficiente di una parte soltanto, fosse anche la più avanzata economicamente, dell'Italia unità".

RIGORE NEI CONTI PUBBLICI MA NO A TAGLI INDISCRIMINATI
Alla conferenza sull'ultimo rapporto del Cnel Gianfranco Fini trova anche modo di parlare della questione "tagli economici" tanto utilizzata e strumentalizzata dalla Lega nord durante la campagna elettorale. Per il presidente della Camera occorre  "una politica di rigore nei conti, che deve essere realizzata con dei tagli selettivi e non orizzontali che finiscono per colpire indiscriminatamente ogni settore dell'economia e della società".
Controlli rigorosi si ma attenzione alle operazioni di finanzia cialtrona che agisce tramite tagli tout court e penalizza tutti senza far differenza tra virtuosi e "viziosi".
In conclusione, dunque, il discorso e le prese di posizione del cofondatore ribelle del Popolo delle Libertà avranno probabilmente lasciato un po' delusi i più "rivoluzionari" e tutti coloro che, in ogni caso, confidavano in una repentina caduta del governo. D'altro canto, però, Fini ha voluto ribadire che con Berlusconi permangono forti divergenze politiche e che oramai, la sua corrente interna, è cosa fatta. I conti definitivi si faranno naturalmente solo tra qualche tempo ma, di sicuro, qualcosa di diverso (forse in positivo) potrebbe cominciarsi a vedere già da adesso.

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di Germano Milite
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