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Una bomba da 600mld fra spesa e tasse

Fiscal cliff, se salta l'accordo recessione senza precedenti

Obama: "Sì compromesso, ma ricchi devono pagare di più"

Fiscal cliff, se salta l'accordo recessione senza precedenti
18/12/2012, 19:27

NEW YORK - Il “fiscal cliff”, il baratro di bilancio americano rappresenta una bomba da 600 miliardi di dollari solo nel 2013 che rischia di abbattersi sull'economia americana, facendola affondare in una nuova recessione senza precedenti. Previsto nel 2011 nell'ambito dell'accordo sul tetto del debito, stabilisce tagli automatici alla spesa e un aumento delle tasse per il 98% delle famiglie americane, che vedranno salire le proprie aliquote e i propri versamenti al fisco di 2.200 dollari l'anno. E questo con un impatto che si prevede dirompente sui consumi, motore dell'economia americana: il fiscal cliff rischia di bruciare quattro punti percentuali di pil, con un'ondata effetti pesanti che - ha avvertito il presidente della Fed, Ben Bernanke - neanche la Banca centrale americana ha gli strumenti per contrastare. Se non dovesse esserci prima un accordo tra l'amministrazione Obama e i repubblicani in Congresso, il fiscal cliff scatterà fra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio 2013 e prevede misure impopolari sia fra i repubblicani sia fra i democratici, delineate proprio per costringere i due partiti a trattare e a cercare un compromesso serio per il risanamento dei conti pubblici americani. Un accordo bipartisan che sblocchi la paralisi di Washington come accaduto nel 2011, quando il duro scontro sull'aumento del tetto del debito è costato agli Stati Uniti il primo downgrade della loro storia. Se il fiscal cliff non sarà evitato, gli Stati Uniti oltre ai tagli alla spesa e all'aumento delle tasse si troveranno anche ad avere uno spazio di manovra limitato per gestire il debito: nelle trattative rientra infatti anche l'aumento del tetto del debito, attualmente fissato a 16.400 miliardi di dollari, quota che verrà raggiunta alla fine del 2012. Senza un'intesa, l'aliquota federale media su ogni famiglia salirà fino a cinque punti percentuali al 24,3%. Ed è proprio sulle tasse che si gioca la partita, con i repubblicani restii a un aumento della pressione fiscale per i più ricchi e i democratici - con Obama in testa - che vogliono più tasse sui paperoni americani per mantenere basse quelle sulla classe media. Altro nodo da sciogliere è quello dei tagli alla spesa, con i repubblicani che premono per misure forti.

Intanto il presidente americano Barack Obama fa sapere di volere un compromesso sul fiscal cliff ma non accetterà nessun accordo che non chieda abbastanza sacrifici ai più ricchi, scaricando tutto sulla classe media. Lo ribadisce il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, difendendo la proposta di Obama di alzare le tasse per chi guadagna oltre 400.000 dollari l'anno, una cifra superiore ai 250mila di cui aveva parlato durante la campagna elettorale. Il piano dello speaker della Camera, John Boenher, non è un'alternativa credibile. 

 

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di Valerio Esca
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