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FOIBE, AFFONDO DELLA SLOVENIA SULL'ITALIA: NO A RICONCILIAZIONE


FOIBE, AFFONDO DELLA SLOVENIA SULL'ITALIA: NO A RICONCILIAZIONE
08/01/2009, 15:01

 

Il presidente sloveno Danilo Turk, in merito alla delicata questione delle foibe, ha espresso un'opinione di condanna nei confronti della classe politica italiana, accusata di "deficit etico" sulla memoria del fascismo, al punto che, almeno per ora, si esclude l'ipotesi di un incontro di riconciliazione storica a tre fra i presidenti d'Italia, Croazia e Slovenia. Secondo Turk, in Italia persiste "un deficit etico" sulle colpe del fascismo, rispetto alle quali non sarebbe stata maturata ancora "la necessaria catarsi", precondizione indispensabile - secondo il leader sloveno - per poter affrontare nelle giusta prospettiva anche le violenze contro gli italiani di Istria, Fiume e Trieste compiute successivamente dal regime comunista jugoslavo di Tito. Di qui la convinzione che il vertice tripartito di riconciliazione, prospettato fin dai tempi della presidenza Ciampi, "non sia utile in questo momento". Turk ha sostenuto che la riconciliazione storica si può inserire solo "in una dimensione etica". Dimensione che - a suo parere - richiede da parte dell'Italia "un più chiaro confronto con i crimini del fascismo, che fu il primo totalitarismo in questa parte d'Europa e la fonte di innumerevoli mali" subiti da "larga parte del popolo sloveno, come anche da molti italiani". Turk, affermando di concordare con le opinioni espresse di recente in materia dallo scrittore triestino Boris Pahor e dal procuratore militare italiano Antonino Intellisano, ha sottolineato come dal punto di vista sloveno (e croato) non possano essere dimenticati "i molti crimini fascisti (contro le popolazioni slave) rimasti impuniti durante l'occupazione italiana". E ha contestato ad "alcuni alti esponenti della politica italiana" di voler "mettere sullo stesso piano i fascisti e coloro che li combatterono". Egli ha d'altronde aggiunto che, in senso politico, esiste già "un elevato livello di riconciliazione" fra Roma e Lubiana, poiché "Italia e Slovenia fanno parte dell'Ue, che rappresenta il progetto di riconciliazione più rilevante e di maggior successo nella storia del continente". Mentre ha notato che tra Croazia e Slovenia "non esiste un retaggio storico che richieda ulteriori gesti" di pacificazione. Uno spiraglio alla suggestione del vertice di riconciliazione storica a tre era stato aperto nei giorni scorsi in un'intervista al Piccolo dal presidente croato, Stipe Mesic, pure protagonista nel 2007 di un'analoga polemica contro l'Italia - in particolare contro dichiarazioni attribuite al presidente Napolitano - sul tema delle foibe.

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di Redazione
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