Dal mondo / America

Commenta Stampa

La scossa più forte del settimo grado Richter

Forti terremoti ad Haiti: case distrutte e centinaia di morti


Forti terremoti ad Haiti: case distrutte e centinaia di morti
13/01/2010, 09:01

HAITI - Un forte sciame sismico, una decina di scosse in tutto, ha colpito l'isola di Haiti. La prima scossa, che 'è stata anche la più forte, ha colpito l'isola verso le 23, ora italiana, raggiungendo il settimo grado della scala Richter. Per fare un paragone, significa più di 30 volte la potenza che ha scosso l'Abruzzo il 6 aprile 2009. L'epicentro è stato a 15 chilometri dalla capitale Port-Au-Prince, e il terremoto ha colpito una vasta zona. Moltissimi edifici sono crollati, tra cui quasi tutti gli ospedali. Solo uno è rimasto in piedi, ma ha ben presto esaurito la propria capacità di accoglienza. Tanto che la Croce Rossa ha subito predisposto la creazione di ospedali da campo. Anche per le vittime è troppo presto per fare dei bilanci: l'area colpita ospitava quasi 2 milioni di persone, con una elevata densità abitativa, e migliaia di essi sono rimasti sotto le macerie. I soccorritori si stanno dando da fare fer estrarli, ma allo stato hanno pochi mezzi e quindi si procede a rilento.
Ma la macchina della solidarietà internazionale già si è messa in moto e molte nazioni si stanno apprestando a mandare aiuti nell'isola caraibica. I primi a muoversi sono stati gli USA, che hanno annunciato, attraverso il Segretario di Stato Hillary Clinton, che sono pronti a muoversi per mandare soccorsi per le prime emergenze, con un primo carico di una cinquantina di tonnellate di aiuti, oltre a personale specializzato ed unità cinofile per trovare i sopravvissuti. Ma anche Francia, Canada ed Italia si stanno muovendo; mentre le Nazioni Unite hanno diramato un appello di aiuto a tutti i Paesi del mondo. Appello che è stato accolto per primi, data la vicinanza, dai Paesi dell'America Latina, che hanno annunciato l'invio nelle prossime ore di soccorsi e personale medico e per la ricerca dei sopravvissuti.
Nell'isola ci dovrebbero essere anche una settantina di italiani stabilmente presenti, oltre ad una cinquantina che dovrebbero essere in transito; ma per ora non si sa niente su di loro, a causa della difficoltà nelle comunicazioni. In ogni caso la Farnesina ha attivato l'unità di crisi e ha promesso di verificare in loco.
Haiti è uno dei Paesi più poveri del mondo; quindi non c'è da stupirsi che già poco dopo il sisma bande di sciacalli sono state trovate mentre saccheggiavano centri commerciali e negozi semidistrutti. Purtroppo anche le stazioni di Polizia sono state colpite dal sisma, e questo rende difficile garantire la sicurezza anche a livello minimo. La combinazione di questi fattori (il sisma, la povertà, la scarsa polizia, la disperazione che presto arriverà su tutta la popolazione) rischia di far diventare la situazione esplosiva.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli e Lucrezia Girardi
Riproduzione riservata ©