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Un articolo su "Der Spiegel" con le scoperte di uno storico

Fosse Ardeatine: Roma e Berlino "silenziarono" la vicenda?


Fosse Ardeatine: Roma e Berlino 'silenziarono' la vicenda?
16/01/2012, 16:01

BERLINO - L'Italia fu particolarmente negligente - per non dire connivente - nei confronti dei criminali nazisti che eseguirono la strage delle Fosse Ardeatine (335 civili uccisi a Roma nel marzo 1944 per rappresaglia per l'uccisione di 32 soldati tedeschi e il ferimento grave di un 33esimo)? E' quello che sostiene uno storico tedesco, Felix Bohr, dopo aver esaminato documenti risalenti alla fine degli anni '50, rinvenuti nell'archivio del Ministero degli Esteri tedesco. In questi documenti viene descritto come l'allora governo italiano invitò i suoi omologhi tedeschi a dare risposte generiche o false in modo da far cadere il velo dell'oblio su quella strage. Questo per due motivi: il primo è che dare troppo clamore alla vicenda rischiava di far scatenare identiche richieste nei confronti dei militari italiani per le stragi commesse in Grecia, in Albania o in Africa; il secondo era evitare di dare vantaggi propagandistici al Partito Comunista Italiano. Per questo venne suggeritio ai tedeschi di dire che i responsabili di quella strage, già individuati, non erano rintracciabili, erano sconosciuti o forse erano morti. Cosa che il governo tedesco fece con un documento ufficiale che contribuì ad archiviare il propcesso, nel 1962, per quella strage.
In realtà, c'era chi lavorava per i servizi segreti tedeschi, chi per la Deutsche Bank, chi per il Ministero degli Esteri. Insomma, tutto erano furchè introvabili.
Col tempo poi solo due persone sono state processate: Herbert Kappler, negli anni '70, che poi evase dall'ospedale del Celio, dove era detenuto, grazie alla moglie; ed Erich Priebke, negli anni '90, condannato ma subito posto all'affidamento ai servizi sociali, data la sua non più giovane età.

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di Antonio Rispoli
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