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Una tradizione inaugurata nel 1974

Francia 2012: stasera dibattito in tv tra i due finalisti

Hollande e Sarkozy, due ore e mezza di faccia a faccia

Francia 2012: stasera dibattito in tv tra i due finalisti
02/05/2012, 18:05

PARIGI - Francois Hollande e Nicolas Sarkozy si sfideranno questa sera alle 21 per due ore e mezza nell'unico faccia a faccia tra i due finalisti delle presidenziali, il dibattito televisivo in diretta che precede il ballottaggio, ormai un appuntamento fisso entrato a far parte della tradizione della Ve Rèpublique dal 1974. Unica eccezione il 2002, anno in cui Jacques Chirac si rifiutò di andare al confronto con il candidato del Front National Jean-Marie Le Pen. Nel 1974 fu il giornalista Alain Duhamel a proporre il dibattito tra i finalisti del primo turno, traendo ispirazione dai duelli televisivi americani. L'incontro - di cui si ricorda la frase rivolta da Giscard a Mitterrand «Lei non ha il monopolio del cuore» - fu disastroso per il candidato socialista, che venne definito dal suo avversario Valery Giscard D'Estaing l'uomo del passato. Mitterrand fu anche messo in difficoltà dalla minaccia dell'avversario di divulgare dettagli sulla sua vita privata, con un'allusione ai risultati del primo turno delle presidenziali a Clermont-Ferrand, «una città che lei conosce e che la conosce bene», affermò Giscard, alludendo alla relazione tra Mitterrand e Anne Pingeot, madre di Mazarine, che abitava nella città. Il candidato socialista perse 1,5 punti percentuali nei sondaggi dopo il dibattito e pochi giorni più tardi fu sconfitto da Giscard D'Estaing. Sette anni più tardi Mitterrand si prese la sua rivincita, facendo notare al presidente uscente: «Lei tende a tornare sul ritornello di sette anni fa, l'uomo del passato. È seccante però che nel frattempo lei sia diventato l'uomo del passivo». E Mitterrand fece di più. Appena seduto sulla sua sedia, tirò fuori un dossier intitolato «Affare dei diamanti» con riferimento ai diamanti di Bokassa che avevano avvelenato la campagna elettorale di Giscard D'Estaing. In verità - si seppe solo dopo - il fascicolo era vuoto ma Mitterrand, tamburellando con l'indice sulla copertina intimorì l'avversario dandogli l'impressione di voler fare rivelazioni importanti sul caso. Nel 1988 il dibattito vide uno di fronte all'altro un presidente ed il suo primo ministro, Francois Miterrand e Jacques Chirac, e il confronto fu particolarmente teso tra i due. «Questa sera io non sono primo ministro, lei non è presidente, siamo due candidati e dunque mi permetterete di chiamarvi signor Mitterrand», affermò Chirac. Mitterrand ironizzò: «Lei ha perfettamente ragione, signor Primo ministro». Nel 1995 una delle battute più pungenti nel dibattito sostanzialmente tranquillo tra il socialista Lionel Jospin e Jacques Chirac arrivò dal primo che parlando della riforma del mandato presidenziale, da sette a cinque anni, disse: «Meglio cinque anni con Jospin che sette con Chirac. Sarebbe lungo». Nel 2002 il presidente uscente Chirac rifiutò il dibattito con Jean-Marie le Pen, arrivato al ballottaggio. A Rennes Chirac spiegò che «Bisogna avere il coraggio delle proprie idee. Come non ho accettato in passato alleanze con il Front national, non accetterò domani un dibattito con il suo rappresentante». Particolarmente vivace fu infine il dibattito tra Sègolène Royal e Nicolas Sarkozy nel 2007, dibattito che vide la Royal scagliarsi contro alcune scelte dell'avversario rivendicando il diritto di mettersi in collera e la funzione positiva degli «stati di collera sani». Sarkozy le rispose che «bisogna essere calmi per fare il presidente della Repubblica» e uscì vincitore dal dibattito secondo i sondaggi dell'indomani, poi confermati dalle urne.

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di Valerio Esca
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