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Nel nuovo governo, metà sono donne

Francia, di origini italiane il ministro della Cultura

Trentaquattro nuovi ministri di cui 17 sono donne

Francia, di origini italiane il ministro della Cultura
17/05/2012, 15:05

È di origini italiane il nuovo ministro della Cultura e della Comunicazione del governo di Jean-Marc Ayrault (il nuovo primo ministro nominato da Francois Hollande) Aurèlie Filippetti: i nonni erano infatti immigrati in Francia per andare a lavorare nelle miniere di ferro della Lorraine. E la storia del nonno, partigiano deportato dalla Gestapo con i due fratelli dopo essere stato arrestato in miniera, viene raccontata dalla scrittrice e politica nella sua prima opera, «Les Derniers jours de la classe ouvrière».
Il padre dell'attuale ministro, Angelo Filippetti (1938-1992), è stato minatore, poi sindaco comunista di Audun-le-Tiche dal 1983 al 1992 e consigliere generale. Aurèlie Filippetti studia all'Ecole normale supèrieure de Fontenay-Saint-Cloud, e prima di lanciarsi in politica esercita come insegnante di lettere. Muove i primi passi in politica nel partito dei Verdi, del quale continua a far parte fino al mese di ottobre 2006. Un mese dopo entra a far parte del Partito socialista e della squadra di campagna di Sègolène Royal, candidata all'elezione presidenziale 2007, come consigliere speciale. Sesta figlia di una famiglia di origine italiana è il nuovo ministro dell'Istruzione superiore e della ricerca, Geneviève Fioraso, nata a Amiens nel 1954. Infine altri due nomi di ministri chiamati a far parte del governo Hollande hanno nomi italiani, Dominique Bertinotti, e Marie-Arlette Carlotti.
Ieri Jean-Marc Ayrault ha presentato la sua squadra. Diciassette dicasteri su 34 saranno guidati da una donna. Laurent Fabius, ex avversario del nuovo presidente, va agli Esteri. Una scelta per certi versi scomoda, ma anche coraggiosa, per Hollande. Fabius aveva cominciato una carriera politica folgorante, a 34 anni era già ministro del Bilancio, a 37 premier. Proprio in quel periodo, lo scandalo che ne azzoppò la carriera, i lotti di sangue infetto messi in vendita e causa della morte di centinaia di persone ricoverate negli ospedali francesi. Fabius, condannato, ha sempre reclamato la sua innocenza, riconosciuta soltanto nel 1999. L'altro scandalo che ne oscurò la carriera fu l'attacco da parte dei servizi segreti, sempre con lui primo ministro, della nave degli ecologisti di Greenpeace, il Rainbow Warrior.
Il nuovo ministro dell'Economia, invece, è Pierre Moscovici. Figlio del noto psicologo e sociologo Serge Moscovici, ebreo romeno fuggito nel 1947 per scampare ai pogrom e alla censura stringente del regime, il nuovo inquilino di Bercy ha studiato nelle migliori scuole di Parigi, compresa la prestigiosa scuola della pubblica amministrazione (Ena), dove Strauss Kahn fu suo professore di economia. Intervenendo in tv, Ayrault ha confermato che lo stipendio dei ministri - il cui obiettivo primario è il «riassetto dei conti pubblici» - sarà tagliato del 30%. Mentre i ministri che saranno battuti alle elezioni politiche di giugno dovranno lasciare l’incarico.
Quanto agli altri membri, Hollande ha scelto per gli Interni il socialista «di destra» Manuel Valls, 49 anni, che è stato il direttore per la comunicazione della sua campagna elettorale, noto per la capacità di affrontare senza tabù i temi legati alla sicurezza. Tanto da contare molti ammiratori anche nella destra dell’ex presidente Sarkozy. Al ministero del Lavoro va Michel Sapin, che Hollande conobbe 35 anni fa alla scuola ufficiali. il neo-presidente ha anche creato un ministero per la «reindustrializzazione e il rilancio produttivo», affidato ad Arnaud Montebourg, l’«indignado» in giacca e cravatta, che fu la grande sorpresa delle primarie socialiste. L’ombroso intellettuale del Ps ed ex insegnante Vincent Peillon diventa responsabile dell’Istruzione.
Hollande ha anche creato un ministero per i Diritti delle donne, affidato a un’altra giovanissima, Najat Vallaud Belkacem, 35 anni, di origini marocchine, che è anche portavoce del governo. Infine, nel tentativo di aprire ai Verdi, il capo dello Stato ha nominato l’esponente ecologista Cécile Duflot al ministero della coesione territoriale e della casa. Una mossa che a Hollande può tornare utile. Anche in vista del voto di giugno.

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di Veronica Riefolo
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