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Bruderle:"C'è crisi, cambiamento climatico in secondo piano"

Francia e Germania dicono no alla riduzione di Co2


Francia e Germania dicono no alla riduzione di Co2
25/05/2010, 20:05

BRUXELLES - La crisi economico-finanziaria dei settori produttivi fa suggerire da Francia e Germania una "pausa di riflessione" riguardo l'annosa questione legata alla lotta al cambiamento climatico. Per tale motivo, dunque, l'asse franco-tedesco dice "no" alla proposta della commissaria europea al clima Connie Hedegaard che chiedeva una riduzione dal 30 al 20% delle emissioni di Co2 entro il 2020.
A comunicare ufficialmente il parere negativo dei propri paesi sono stati, nel corso di una conferenza stampa congiunta, il ministro dell'industria francese Christian Estrosi ed il ministro dell'Economia tedesco
Rainer Bruderle. Proprio secondo il ministro germanico, dato l'enorme e preoccupante decremento della competitività all'interno dei vari settori di produzione industriale, l'obiettivo di riduzione dell'anidride carbonica è da considerarsi assolutamente secondario. La priorità, infatti, è quella di adottare politiche di rapida ed efficace attuazione che tutelino prima di tutto lavoratori ed imprese in difficoltà. Leggermente più possibilista si è dimostrato invece Estrosi che, in commissione, ha parlato della eventuale possibilità da parte dei paesi europei di garantire il decremento 30-20 ma ad una condizione precisa ed irrinunciabile: anche i "le ecomie maggiori" come ad esempio Cina ed Usa dovranno garantire un impegno proporzionalmente identico.
Sotanzialmente in linea con la posizione de Parigi e Berlino ci sono anche l'Italia e, in generale, la maggioranza della Commissione che, durante l'incontro di ieri, ha praticamente isolato la Hedegaard reputando inrealizzabile la sua proposta.

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di Germano Milite
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