Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

La Carfagna: "L'Italia deve prendere esempio"

Francia: il Senato approva il divieto di burqa


Francia: il Senato approva il divieto di burqa
15/09/2010, 09:09

PARIGI - In Italia si direbbe che il governo francese prende i fischi per applausi, a giudicare dalla singolare coincidenza dei fatti. Proprio nel giorno in cui Viviane Reading, vice Presidente della Commissione Europea sale sullo scranno e in conferenza stampa annuncia che verrà iniziata una procedura di infrazione contro la Francia per l'espulsione di massa dei rom ("Quando è troppo, è troppo", ha scandito la Reading letteralmente infuriata), ecco un'altra legge razziale approvata dal Senato francese. E' la legge che vieta l'uso di burqa e niqab (i veli utilizzati dalle donne musulmane più integraliste; il primo copre completamente lasciando solo una grata all'altezza degli occhi, il secondo lascia invece scoperta la zona degli occhi) in pubblico. Le donne che venissero sorprese ad usare questo indumento verrebbero condannate ad una multa di 150 euro ed un corso di "educazione civica" (cosa le fanno? Il lavaggio del cervello per cancellare un condizionamento culturale che hanno dalla nascita? ndr), mentre la pena sale ad un anno di reclusione per gli uomini che costringessero le donne ad indossarlo. Si tratta ovviamente di una legge-manifesto, dato che in Francia le donne che usano questi abiti sono circa 5000 su una popolazione di 65 milioni di abitanti. Ma è significativa dello spirito razzista ed intollerante che sempre più pervade il Paese.
Ma oltre alle leggi, la Reading è stata contestata anche a parole, sia pure con molta moderazione, dal portavoce del Ministero degli Esteri, Bernarde Valero: "Abbiamo appreso con grande stupore le dichiarazioni di Viviane Reding. Non pensiamo che con questo tipo di affermazioni possano migliorare le sorti e la situazione dei rom. Questo non è il momento della polemica, noi lavoriamo fianco a fianco con le autorità di Bucarest. Un lavoro che vogliamo condurre con i nostri partner romeni e con la Commissione europea".
Naturalmente l'occasione dell'approvazione della legge anti-burqa in Francia (che per essere effettiva deve superare solo il vaglio dei giudici dell'equivalente della nostra Corte Costituzionale) è stata colta al balzo dall'Italia, il cui governo condivide lo stesso spirito razzista e xenofobo. Come dimostrano le dichiarazioni del Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna: "Da noi non esiste, come in altri Paesi, un'emergenza burqa, i casi di donne costrette a indossarlo restano isolati. Ma non per questo sono meno gravi. Il burqa rappresenta infatti la negazione dei diritti della donna e la sua sottomissione, obbliga all'emarginazione chi lo porta e ostacola l'integrazione: per questa ragione va tenuto ben alla larga dai confini del nostro Paese. In questo senso sono favorevole a una legge che abbia una funzione per così dire preventiva". Non è da meno Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera della Lega Nord: "Riteniamo giusta la scelta fatta dalla Francia sia in termini di sicurezza che in termini culturali nella nostra società non vi è l'abitudine di girare a volto coperto nelle strade, nei luoghi pubblici, e pertanto chi decide di vivere nel nostro Paese o di venirci anche solo per soggiornarvi, deve accettare le regole che vigono sul nostro territorio. La stessa cosa accade quando noi ci rechiamo all'estero: è un atto di civiltà e di correttezza rispettare le regole del Paese che ci ospita. La Francia ha fatto quindi un'ottima scelta e la Lega presenterà una proposta di legge identica a quella approvata Oltralpe, che va nel senso di una giusta accoglienza e di rispetto della nostra cultura". In fondo a loro che costa approvare certe leggi? Si fanno belli col loro elettorato e poi le multe con cui verremo puniti le paghiamo noi cittadini e non ce lo fanno neanche sapere.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©