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Ok alla riforma delle pensioni. Proteste in tutto il Paese

Francia: "In pensione a 62 anni", la rabbia dei sindacati


Francia: 'In pensione a 62 anni', la rabbia dei sindacati
13/07/2010, 17:07

PARIGI - Come in Italia così in Francia. L’innalzamento dell’età minima pensionistica – come Ue impone –  non "solletica" soltanto il Governo Berlusconi. Oltralpe infatti si è già scatenata una guerra tra l'esecutivo Sarkozy e i sindacati. Il pomo della discordia è rappresentato dalla riforma del consiglio dei Ministri francese, il quale ha approvato il progetto di legge sulle pensioni. Una rivoluzione che prevede l’innalzamento dell’età minima pensionabile a 62 anni.  Presentata dal ministro del Lavoro Eric Woerth (nella foto), il provvedimento passa ora all’esame delle commissioni parlamentari, e sarà discusso dai due rami del Parlamento francese dopo la pausa estiva, a partire dal 7 settembre. Sarkozy spera in un’entrata in vigore “alla fine del mese di ottobre”. I sindacati intanto promettono battaglia: già oggi si svolgeranno manifestazioni di protesta in diverse città francesi, in attesa dello sciopero generale indetto per il 7 settembre, giorno successivo al previsto inizio dei dibattiti parlamentari. 
La legge prevede un innalzamento graduale dell’età minima pensionabile dai 60 ai 62 anni tra il luglio del 2011 e quello del 2018, a un ritmo di “quattro mesi per generazione”, e quella massima dai 65 ai 67 anni. Anche per i regimi pensionistici speciali l’età minima sarà aumentata di due anni a partire però dal 2017. Il progetto prevede inoltre l’allineamento del tasso di contribuzione del settore pubblico a quello privato, che dovrebbe passare per i funzionari della pubblica amministrazione dall’attuale 7,55% al 10,55% nell’arco di dieci anni. Su questi due punti Sarkozy ha ribadito ieri di non voler trattare, mentre per quel che riguarda l’età pensionabile per gli affetti da incapacità a causa di un incidente sul lavoro, sia l’età minima che il livello di invalidità verranno fissati “per decreto”, il che lascia aperta la strada ad una discussione con le parti sociali.
I sindacati da parte loro bocciano il provvedimento considerandolo “ingiusto”, e sottolineano come i prelievi previsti dagli alti redditi e dai redditi di capitali (3,7 miliardi di euro) siano insufficienti. Sarkozy ha citato proprio la riforma delle pensioni come movente delle “calunnie” rivolte al suo Ministro e allo stesso Sarkozy in relazione al caso Bettencourt. L’Eliseo però non si sente del tutto al sicuro e dunque ha “consigliato” al ministro delle Finanze Woerth - accusato di avere accettato finanziamenti illegali per 150mila euro destinati alla campagna elettorale di Sarkozy - di abbandonare la carica di tesoriere dell’Ump, beninteso “per dedicarsi interamente al piano di riforma delle pensioni”. Un consiglio che Woerth ha accettato già stamattina: ad attenderlo dunque - oltre all’eventuale fronte legale se la magistratura dovesse prestar fede alle accuse rivolte contro di lui - la difficile battaglia parlamentare e sociale, in attesa del rimpasto di governo che Sarkozy ha confermato ieri si terrà alla fine di ottobre, subito dopo la prevista approvazione della legge.

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di Davide Gambardella
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