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Disagi per treni ed aerei ma Sarkozy non retrocede

Francia, pensioni: proteste continuano ma perdono di forza


Francia, pensioni: proteste continuano ma perdono di forza
28/10/2010, 17:10

PARIGI - Ancora una volta, i trasporti ferroviari e quelli aerei, si sono fermati. La Francia deve così far fronte all'ennesimo blocco di protesta contro la contestatissima riforma delle pensioni. Tuttavia, nonostante la pervicacia delle manifestazioni e la cancellazione odierna del 30-50% dei voli previsti (accompagnata da un dimezzamento dei servizi ferroviari) la barricata messa in piedi dall'opposizione, dai sindacati e dai rappresentanti della sinistra francese, sembra destinata a crollare dinanza alla forza del governo.
Il presidente Nicolas Sarkozy, dopo l'approvazione arrivata dal Senato, ha difatti nuovamente ribadito che non ha alcuna intenzione di ritirare la riforma. Il muro contro muro tra esecutivo e sindacati, per stessa ammissione del capo del sindacato Force Ouvriere, Jean-Claude Mailly, sta dunque vedendo prevalere la linea dura imposta da Sarkozy; con il movimento di protesta che, giunto alla settima giornata di sciopero, perde lentamente ma inesorabilmente forza,  vigore e coesione. 
Come riferisce la Reuters, ad esempio, i lavoratori della raffineria LyondellBasell che si trova nel sudest della Francia, in mattinata hanno deciso di rinunciare al blocco al carburante in uscita dall'impianto. Al momento, quindi, la protesta tramite blocco della benzina resiste soltanto in 4 delle dodici raffinerie d'oltralpe.
Da oltre un mese, comunque, continua lo sciopero del porto Fos-Lavera; fondamentale terminal petrolifero situato nelle vicinanze di Marsiglia che, a causa delle braccia incrociate dai lavoratori, sta facendo mancare cospicue quantità di greggio anche alle diverse raffinerie della Francia che hanno deciso di "arrendersi" alle decisioni del governo. 
In lenta ma decisiva ripresa, in ultimo, la riapertura delle numerosissime pompe di benzina che nei giorni scorsi erano rimaste senza un goccio di carburante  a causa dei blocchi. L'esecutivo francese, dopo lo scemare della protesta, ha infatti deciso per un aumento delle importazioni  per garantire una più celere riprese delle regolari attività di erogazione.

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di Germano Milite
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