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Altri giorni di tensione in Francia, si teme come nel 1995

Francia, quinto giorno di proteste: no alla riforma di Sarkozy


Francia, quinto giorno di proteste: no alla riforma di Sarkozy
17/10/2010, 15:10

Per la quinta volta in un mese e mezzo, tutti i sindacati francesi hanno trascinato per le strade francesi circa tre milioni di persone per chiedere al governo Sarkozy di fermare la riforma delle pensioni, che alza la soglia prevista, da 60 a 62 anni di età; i sindacati chiedono di aprire un tavolo di negoziato.

Al di là della contabilità e delle cifre deli francesi presenti nelle piazze, ieri le confederazioni sindacali hanno dimostrato che il movimento di protesta è solido nel panorama sociale del paese. Più che i numeri, sono infatti i pericoli insiti nel cambio di marcia e qualità che le confederazioni hanno impresso al movimento a spingere Sarkozy e il governo alla prudenza.

Il clima in queste ore si è fatto piuttosto elettrico, teso. Lo spettro dei grandi scioperi che nel lontano 1995 paralizzarono tutta la Francia hanno cominciato ad aggirarsi di nuovo per la nazione. Tutte le raffinerie francesi sono in sciopero da venerdì mattina, i terminal portuali sono bloccati da giorni e i depositi di carburante occupati qui e là per il tutto il territorio nazionale. Qualche distributore di benzina è già stato costretto a chiudere i battenti per avere le pompe a secco, e in questi ultimi due giorni il consumo alle pompe è salito del 50 per cento per la paura di non trovarne più nei prossimi giorni. Anche gli aeroporti di Roissy e Orly sono tutt'ora minacciati dalla fine del cherosene, visto che l’oleodotto che li approvvigiona è fermo da venerdì.

Su questo versante Sarkosy ha attivato i margini di manovra che ha, sbloccando gli stock di riserva, sgomberando con le forze dell’ordine qualche deposito e favorendo approvvigionamenti dall’estero, in Italia soprattutto.

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di Fabio Iacolare
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