Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Trovata di un manager del gruppo Gastronome di Moncoutant

Francia, scandalo in azienda: orecchie d’asino a chi sbaglia


Francia, scandalo in azienda: orecchie d’asino a chi sbaglia
13/03/2013, 21:19

Scandalo in Francia. Il manager del gruppo Gastronome di Moncoutant ha, infatti, avuto un’idea  abbastanza discutibile: fare indossare il cappello con le orecchie da asino a chi sbaglio.
I fatti risalgono all’ottobre scorso a denunciare l’accaduto un  cinquantenne che ha voluto conservare l’anonimato e preferisce firmarsi, fantasiosamente, Bruno Asinus che ha rivelato la “trovata” del manager  al sito Rue89. L’uomo – che è stato assunto  con contratto a termine di nove mesi, poi non rinnovato dopo la sua denuncia – ha dichiarato al sito di aver  visto un’operaia che lavorava alla produzione di tacchini indossando delle orecchie d’asino fosforescenti. Non credendo ai suoi occhi) si è informato e gli è stato detto che si trattava di una pratica corrente concepita per sanzionare gli errori. Asinus ha piantato la grana e poco dopo ha avuto un diverbio con la responsabile della trovata, che lo accusava di “non avere humour”.
Secondo quanto raccontato dal cinquantenne, i rappresentanti sindacali non si erano mai fatti vivi per protestare. La responsabile  è stata convocata e le è stato inflitto un avvertimento, dopo la denuncia dell’uomo.
I giornali locali, ovviamente, sono subito saltati sopra la ghiotta notizia. “La Nouvelle République” raccoglie così la sorprendente dichiarazione di Christophe Courousset, responsabile della comunicazione della holding Terrena, principale azionista di Gastronome: “Era una boutade, un cattivo scherzo ideato da questa responsabile, che lavora da noi da dieci anni ed è stimata. Voleva motivare la sua squadra in un momento in cui fissiamo degli obiettivi di produttività. Questo del resto non ha offeso nessuno”.  spiega sempre Courousset dichiara che la signora è stata “avvertita”, “perché anche se era uno scherzo, non è un metodo di management accettabile”. Proteste, ora, anche da parte dei sindacati che denunciano “tecniche di gestione del personale sempre più dure e pratiche abituali”. 

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©