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La soluzione è ignorare la decisione del governo elvetico

Frattini promette: via i libici dalla black list svizzera entro il 5 aprile


Frattini promette: via i libici dalla black list svizzera entro il 5 aprile
16/03/2010, 09:03

ROMA - Frattini è appena tornato da Tripoli, dove si era recato per cercare di mediare tra Libia e Svizzera, ancora ai ferri corti, dopo che il Paese elvetico ha inserito nella black list i nomi di 180 persone libiche tra cui Hannibal Gheddafi - figlio del capo di governo di Tripoli - e diversi diplomatici. In realtà non c'è una mediazione vera e propria, ma solo una pressione diplomaica da esercitare sulla Svizzera, da parte dell'Italia: infatti il nostro Ministro degli Esteri ha intenzione di proporre all'Unione Europea di emettere per queste 180 persone dei "visti Schengen a territorialità limitata". Detto in altri termini, dopo il 4 aprile queste persone iscritte nella black list riceveranno i visti Schengen solo da parte dei Paesi che decideranno di darglielo. Ma saranno visti validi per tutti i Paesi che aderiscono all'accordo di Schengen e quindi anche per la Svizzera. Insomma, se gli altri Paesi accetteranno ed approveranno questa decisione italiana, renderanno vano il principio stesso della black list, ideata per negare il visto alle persone sospettate di terrorismo, dato che ad un terrorista basta entrare in un Paese per stare in tutto il comprensorio europeo, avendo la libertà di muoversi liberamente.

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di Antonio Rispoli
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