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Salgono a 5 le vittime degli ultimi scontri. Decine i feriti

Frattini: situazione a Bangkok è insostenibile


Frattini: situazione a Bangkok è insostenibile
14/05/2010, 18:05

TRIESTE - La situazione in Thailandia sta diventando "insostenibile". E’ quanto dichiarato da Franco Frattini, in queste ore in visita a Trieste. Il ministro degli Esteri ha anche chiesto ai turisti italiani di non recarsi a Bangkok o in zone limitrofe, ad alto rischio. "Seguiamo con preoccupazione gli sviluppi" - ha aggiunto - "abbiamo ascoltato il governo thailandese, della sua intenzione di non continuare con questa azione, ma di arrivare ad una trattativa con i gruppi dell'opposizione. Io credo che questa trattativa sia assolutamente urgente perche' la situazione sta diventando insostenibile".Frattini ha, infine, invitato chi sta per mettersi in viaggio a registrarsi al sito “noisiamonelmondo” che informa con un sms qual è la situazione in ogni paese.
Intanto, non si placa la violenza in Thailandia. Per il momento, il bilancio delle vittime a Bangkok è salito a cinque morti e decine di feriti. L’escalation di violenza ha raggiunto il suo culmine all’indomani della scadenza dell’ultimatum concesso ai ribelli (le “camicie rosse”)  per ritirarsi dai loro presidi. Tra i feriti anche un giornalista canadese di France 24, Nelson Rand, raggiunto da un proiettile alla gamba, e altri due cronisti locali, fortunatamente solo in modo lieve. I rivoltosi non intendono arrendersi e continuano ad opporre resistenza all’avanzata dell’esercito contro le loro postazioni, in particolare il campo allestito a Suan Lum, nel cuore finanziario della capitale. Da oltre due mesi chiedono le dimissioni immediate del premier Abhisit Vjjajiva, il cui governo è considerato illegittimo, e la convocazione di nuove elezioni. Intanto Bangkok è ormai diventata una città fantasma: tutti gli esercizi sono chiusi, i trasporti sospesi. Le forniture di acqua ed elettricità sono state interrotte dalle autorità per costringere i ribelli alla resa, per il momento con scarsi risultati. Chiuse anche numerose ambasciate, tra cui quella britannica. Le strade sono disseminate di posti di blocco improvvisati, costruiti dai ribelli per rallentare l’avanzata delle forze armate.
Tafferugli si sono già registrati ieri e nelle violenze è rimasto ucciso un manifestante. Ferito gravemente, invece, uno dei leader della rivolta, il generale Khattiya Sawasdipol, raggiunto da un proiettile mentre rilasciava un’intervista. L’uomo, conosciuto con il nome di Seh Daeng (letteralmente il comandante rosso, ndr) è attualmente ricoverato in ospedale in terapia intensiva. Ad aprire il fuoco molto probabilmente un cecchino dell’esercito, anche se le forze armate negano qualunque addebito. Nei giorni scorsi era fallita una trattativa tra il governo e i rivoltosi.

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di Ornella d'Anna
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