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Il terreno circostante la centrale è come Chernobyl nel 1986

Fukushima: suolo e mare altamente contaminati

Acque contagiate 50 volte i limiti ufficiali di sicurezza

Fukushima: suolo e mare altamente contaminati
26/05/2011, 16:05

TOKYO – La terra e il mare circostanti l’area della disastrata centrale di Fukushima sono altamente contaminati. Questa triste, ma prevedibile, constatazione arriva proprio nei giorni in cui gli esperti dell’Aiea (Agenzia internazionale dell’energia atomica), 20 per l’esattezza, sono in missione presso la centrale di Fukushima per stilare un quadro su quelle che sono le condizioni in cui versa lo stabile, soprattutto in merito alla questione della sicurezza. E tale constatazione non può non fare aprire gli occhi (e anche la testa) e riflettere su quanto l’energia nucleare possa anche rivelarsi dannosa e pericolosa per un paese.
Ma venendo ai fatti, il suolo circostante la centrale di Fukishima pare sia comparabile ai livelli riscontrati dopo la catastrofe atomica di Chernobyl nel 1986. Ciò è quanto sostiene Tomio Kawata, ricercatore presso l’ente nazionale per la gestione delle scorie nucleari (Numo), che ha presentato una relazione sulla materia alla Commissione nipponica per l’energia atomica. Secondo l’indagine di Kawata, un’area di 600 km quadrati, concentrata principalmente a nordovest dell’impianto in avaria, ha probabilmente assorbito nel terreno più di 1,48 milioni di becquerel per metro quadrato di cesio radioattivo, soglia che durante l’emergenza di Cernobyl fece scattare l’evacuazione obbligatoria permanente. “Si renderà necessaria una gigantesca campagna di decontaminazione prima che i residenti possano tornare nelle loro case”, ha spiegato infatti l’esperto, secondo cui l’area complessiva colpita dall’inquinamento radioattivo di Fukushima si attesta a un quinto/un decimo della superficie resa nociva dall’esplosione del reattore ucraino avvenuta 25 anni fa. Proprio nelle scorse settimane, il mondo scientifico nipponico ha lanciato le prime idee per ripulire il suolo nel dopo Fukushima: la più gettonata, sempre sull’esempio di quanto avvenuto a Cernobyl, è fare dell’area contaminata uno sterminato campo di girasoli, sfruttando la capacità dei fiori di assorbire alcune sostanze altamente radioattive come il cesio 134 e 137.
Un ragionamento analogo vale anche per le acque del mare adiacenti alla centrale giapponese. I livelli di contaminazione dei campioni di alghe raccolti nel mare di Fukushima e analizzati superano fino a cinquanta volte i limiti ufficiali di sicurezza, minacciando in modo preoccupante popolazione e ambiente. Questi sono i risultati di un monitoraggio fatto da Greenpeace qualche settimana fa e pubblicato oggi. I campioni di organismi marini, tra cui pesci, alghe e molluschi, sono stati raccolti da Greenpeace all’inizio del mese con un team a terra lungo la costa e una squadra a bordo della nave ammiraglia ‘Rainbow Warrior’: i campioni sono stati fatti poi analizzare da laboratori indipendenti in Francia e Belgio e i risultati “hanno evidenziato un’alta contaminazione da iodio radioattivo, ben peggiore di quanto indicato nelle analisi preliminari, e livelli significativi di cesio radioattivo”. “Mentre le autorità giapponesi affermano che il materiale radioattivo riversato in mare non risulta più pericoloso - spiega Greenpeace - poiché si sta disperdendo, queste nuove analisi dimostrano come la contaminazione stia risalendo la catena alimentare, costituendo un serio problema per la salute umana”.

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di Antonio Formisano
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