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Situazione molto critica, pari al livello 7 di gravità

Fukushima: tracce di plutonio e radioattività raddoppiata

Diverse città optano per piani volontari di evacuazione

Fukushima: tracce di plutonio e radioattività raddoppiata
06/06/2011, 18:06

TOKYO – A Fukushima la situazione resta gravissima ed esistono tutte le ragioni sufficienti perché l’incidente, contrariamente a quanto si sia voluto far credere in precedenza, venga classificato al livello 7 di gravità, il massimo sulla scala internazionale Ines. A quasi tre mesi di distanza dal devastante terremoto-tsunami che, dopo Chernobyl nel 1986, ha provocato la più grande catastrofe nucleare, emergono sempre nuovi elementi che sono tutt’altro che confortanti. Le ultime analisi effettuate sul territorio, infatti, parlano di tracce di plutonio e raddoppiamento della radioattività.

TRACCE DI PLUTONIO
È la prima volta dall’inizio della crisi che ci si trova dinanzi a tale rilevamento, ma diverse tracce di plutonio sono state trovate fuori dalla disastrata centrale di Fukushima. Le ricerche eseguite da Masayoshi Yamamoto, un professore dell’Università di Kanazawa, infatti, hanno permesso di individuare livelli di plutonio in campioni di terreno, prelevati da un team di ricercatori dell’Università di Hokkaido, a circa 1,7 km dal cancello principale della centrale. I metodi di ricerca eseguiti da Yamamoto hanno aiutato a determinare anche l’origine della “fuga” di radiazioni: la centrale di Fukushima, dove i reattori dall’1 al 3 hanno subito pesanti danni, inclusa la fusione parziale del combustibile che, nel reattore numero 3, era composto da una pericolosa miscela di uranio e plutonio.

RADIOATTIVITA’ RADDOPPIATA
È dall’inizio dell’emergenza in Giappone che si cerca di fare un bilancio su quelle che siano le reali stime di radioattività presenti nell’aria. Proprio oggi la Nisa (l’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare) ha fatto sapere che le stime sulla perdita di radioattività sono raddoppiate: queste ora ammonterebbero, infatti, a 770.000 terabecquerels, a differenza dei 370.000 accertati nei primi giorni della crisi. L’Agenzia, inoltre, ha anche rilasciato una valutazione sulle condizioni dei reattori dall’1 al 3, ipotizzando per questi danni maggiori e la possibilità che il processo di fusione parziale nei reattori numero 1 e 2 si sia sviluppato più velocemente di quanto annunciato dalla Tepco, il gestore dell’impianto.

Si tratta di dati allarmanti, in virtù dei quali le Amministrazioni dei centri urbani situati fuori dalla zona di evacuazione programmata hanno deciso di lavorare anche con piani indipendenti. Le città di Date e Soma, infatti, a nord della centrale di Fukushima, hanno fatto sapere che intendono offrire assistenza a chi deciderà di andarsene, anche se in molti preferiscono restare.
Ma i timori più elevati riguardano la salute dei tecnici che operano nella zona di Fukushima: due operai che stavano installando dei cavi nei pressi di un impianto per le scorie nucleari sono stati ricoverati con sintomi di disidratazione dopo aver avvertito un malore ieri mattina. Altri nove tecnici sono stati curati dall’inizio della crisi nucleare per colpi di calore. La Tepco, la società che gestisce l’impianto, ha assicurato che adotterà maggiori misure di sicurezza a tutela dei lavoratori.

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di Antonio Formisano
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