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GAZA: LANCIO DI MISSILI DAL LIBANO CONTRO ISRAELE; TEL AVIV RISPONDE AL FUOCO


GAZA: LANCIO DI MISSILI DAL LIBANO CONTRO ISRAELE; TEL AVIV RISPONDE AL FUOCO
08/01/2009, 08:01

Tre o quattro razzi - probabilmente da un veicolo BM 23 - sono partiti questa mattina dal Libano contro l'Alta Galilea, cioè la zona di Israele a contatto col Libano. Secondo fonti israeliane, ci sono stati alcuni feriti leggeri, mentre secondo la stessa fonte la responsabilità sarebbe da attribuire ad organizzazioni palestinesi, ma col consenso degli Hezbollah libanesi. Nei giorni scorsi Israele aveva minacciato gli stessi Hezbollah di forti rappresaglie se avessero tentato di aiutare i palestinesi; infatti ha ammassato al confine libanese decine di migliaia di riservisti, pronti ad intervenire se necessario. Ad ogni buon conto, l'esercito ha risposto al lancio di razzi con un intenso bombardamento con l'artiglieria nella zona da cui presumibilmente erano partiti i razzi katyusha.

Nel frattempo all'ONU si continua a discutere improduttivamente, con la Francia e l'Egitto che, in rappresentanza dell'Europa e dei Paesi del Medio Oriente, stanno cercando di far approvare una risoluzione per il cessate il fuoco. Cosa resa impossibile dagli Stati Uniti, che bloccano qualsiasi iniziativa in tal senso, usando il proprio diritto di veto. Anche se poi dichiarano che il Segretario di Stato (così negli USA si chiama il Ministro degli Esteri, ndr) uscente, Condoleeza Rice, sta facendo pressioni su Tel Aviv perchè venga fermata l'offensiva. Dichiarazione evidentemente falsa, visto che ieri è stata ufficializzata, da parte dell'esercito israeliano, una estensione nei prossimi giorni dell'offensiva miliatare di terra ad altre zone palestinesi.

Intanto c'è maretta nei rapporti diplomatici tra il Vaticano e Israele. Infatti ieri il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del "Pontificio Consiglio Giustizia e Pace", in una intervista a "il sussidiario.net" ha paragonato Gaza ad "un campo di concentramento, in cui le popolazioni inermi pagano il prezzo dell'egoismo". Su questo punto da sempre Israele è esstremamente sensibile, in quanto non vuole che venga detta la verità. E così ha risposto duramente, tramite il portavoce del Ministero degli Esteri, con una nota che diceva: ''Fare affermazioni che sembrano provenire direttamente dalla propaganda di Hamas e ignorare gli impronunciabili crimini commessi da quest'ultimo, che con la violenza ha fatto deragliare il processo di pace e ha trasformato la Striscia di Gaza in un gigantesco scudo umano, non aiuta la gente ad avvicinarsi alla verita' e alla pace''.

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di Antonio Rispoli
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