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GAZA: TANK ISRAELIANI ESCONO DA KHAN YOUNIS, MA I CADAVERI PALESTINESI SONO 700


GAZA: TANK ISRAELIANI ESCONO DA KHAN YOUNIS, MA I CADAVERI PALESTINESI SONO 700
07/01/2009, 08:01

Questa mattina i Merkava, cioè i carri armati dell'esercito israeliano, sono usciti da Khan Younis indisturbati, dove ieri avevano fatto irruzione, secondo fonti locali. Ma i portavoce dell'esercito israeliano ormai non confermano o smentiscono nulla più o quasi. Secondo fonti mediche, lasciano dietro di loro decine di civili uccisi e una situazione di assoluta emergenza umanitaria, sia in quella che è considerata la base di Hamas che nel resto della striscia di Gaza. Ieri il premier israeliano Olmert aveva annunciato l'apertura di un corridoio umanitario, ma appare difficile che Israele faccia arrivare cibo, acqua e medicinali adesso che c'è la guerra, visto che prima comunque ne bloccava l'accesso.

I resoconti totali delle vittime palestinesi in tutta la striscia di Gaza in questo periodo parlano di quasi 700 cadaveri e 3000 feriti che non possono essere curati nè nutriti, nonostante i medici locali e quelli di organizzazioni presenti sul posto provano a fare il possibile. E questo nonostante gli stessi medici siano diventati un bersaglio privilegiato per l'esercito con la stella di David, visto che ieri hanno colpito intenzionalmente anche delle cliniche mobili danesi, oltre ad avere distrutto quasi tutte le ambulanza palestinesi.

A livello diplomatico, calma piatta, con Israele che respinge qualsiasi invito a fermare il massacro di civili palestinesi che sta compiendo e l'ONU immobilizzata dagli USA che, col loro diritto di veto, bloccano qualsiasi risoluzione che non preveda "il disarmo e lo scioglimento di Hamas". Una cosa impossibile, visto che non è un esercito regolare, ma una forza partigiana e che - in quanto tale - non può essere sciolta. Ma la scusa resta buona per permettere allo T'sahal di continuare con l'annientamento dei palestinesi. Cosa che però ha come conseguenza il rafforzamento di Hamas, che infatti ieri ha avuto buon gioco nel far notare come questo sia il "regalo di insediamento" che il nuovo Presidente americano Barack Obama - che peraltro si insedierà solo tra due settimane - offre ai palestinesi.

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di Antonio Rispoli
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