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Gli osservatori Osce respinti al confine della Crimea.

Gazprom minaccia Kiev: "Paga o ti tagliamo il gas"


Gazprom minaccia Kiev: 'Paga o ti tagliamo il gas'
07/03/2014, 17:51

KIEV (UCRAINA) - Oggi a minacciare l'Ucraina è la Gazprom, la società russa che eroga il gas in patria e all'estero. Alexei Miller, numero 1 di Gazprom, ha detto che, se il governo ucraino non salderà il suo debito di 1,69 miliardi di euro per le forniture del gas, "si ritornerà alla situazione del 2009", cioè l'ultima volta in cui Gazprom ha scatenato la guerra del gas, tagliando all'Ucraina le forniture (che poi l'Ucraina si prendeva dal gas in transito verso il centro dell'Europa). 

Intanto gli osservatori dell'Osce sono stati respinti per la seconda volta al loro ingresso in Crimea. Infatti, la Crimea ha solo due strade di accesso principali, ed entrambe sono state bloccate con blocchi di cemento - sormontati dalla bandiera russa - che la rendono impercorreibile. Inoltre ci sono gruppi di persone armate che hanno dissuaso la Polizia ucraina, che scorta i rappresentanti Osce, dal tentare una azione di forza. Ma di fatto la Russia se ne è assunta la responsabilità, comunicando alla stampa che gli osservatori sono stati respinti in quanto hanno provato ad entrare nella regione senza "inviti ufficiali" ed aggirando "la regola del consenso". Una spiegazione che avrebbe senso solo se la Crimea fosse una regione russa e se quelli al confine fossero soldati russi. 

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di Antonio Rispoli
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