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Un altro membro del governo Cameron vicino alle dimissioni

GB: Dopo il capo della difesa Fox, trema anche la May

Dopo aver allentato i controlli passaporti alla frontiera

GB: Dopo il capo della difesa Fox, trema anche la May
08/11/2011, 17:11

LONDRA - Dopo Liam Fox, il capo della Difesa costretto a dimettersi per conflitto di interessi, una nuova bufera investe un ministro di David Cameron. Alla graticola dentro il suo stesso partito per aver allentato i controlli passaporti in periodi di grossa calca alle frontiere, il ministro dell'Interno Theresa May ha detto di non aver alcuna intenzione di lasciare il posto: «Lo schema pilota messo in piedi la scorsa estate non ha posto a rischio la sicurezza nazionale». Una affermazione che la May non è riuscita a dimostrare dati alla mano. Ieri il ministro aveva ammesso alla Camera dei Comuni di aver autorizzato in luglio una semplificazione dei controlli per britannici e altri cittadini Ue. Successivamente ai funzionari dell'agenzia di frontiera era stata lasciata discrezione di fare lo stesso con gli extracomunitari e in settembre il programma era stato rinnovato. «Non sapremo mai quanti terroristi, criminali o immigrati clandestini sono entrati durante il periodo in cui è stato in vigore il programma», ha detto la May ai Comuni provocando shock bipartisan tra i parlamentari. Il ministro è in difficoltà anche perchè il tema del 'murò contro le frontiere colabrodo era stato uno dei cavalli di battaglia dei Tory alle elezioni che hanno portato Cameron a Downing Street. Il premier, che era all'oscuro di tutto, ha espresso «profonda preoccupazione» pur confermando «piena fiducia» al ministro. Oggi, di nuovo sotto il torchio dei parlamentari, la May ha scaricato sul capo dell'agenzia di immigrazione Broadie Clark la colpa di aver annacquato i controlli senza il suo nulla osta. Le rivelazioni arrivano mentre la Gran Bretagna fa il conto alla rovescia per le Olimpiadi del 2012, un banco di prova delle agenzie di sicurezza nazionale. Clarke altri due tre colleghi sono stati sospesi e i responsabili saranno «puniti», ha detto la May. La Camera dei Comuni non è rimasta convinta e ha deciso di ascoltare Clark la prossima settimana: potrebbe venirne fuori una storia ben diversa. La May e i suoi funzionari avevano diluito i controlli in porti e aeroporti nel paese da luglio fino a quando la scorsa settimana il programma è stato cancellato e i suoi dettagli sono filtrati sulla stampa britannica. Il numero degli individui entrati nel Paese in quel periodo non è noto: nell'agosto 2010 - ha detto il ministro per fornire ai Comuni una cifra campione - sono entrati in Gran Bretagna 10,5 milioni di passeggeri tra cui 2,5 milioni fuori della aerea Ue.

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di Valerio Esca
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