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Verrà trasmesso lunedì su Channel 4, un canale privato

Gb: polemiche per il primo spot TV pro-aborto


Gb: polemiche per il primo spot TV pro-aborto
20/05/2010, 14:05

LONDRA - Sta provocando un grande scandalo la decisione di Channel 4, una emittente televisiva inglese pubblica, di trasmettere lo spot di una associazione no-profit, la Marie Stopes International, che si occupa di interruzioni di gravidanza. Lo spot, di cui non si conoscono ancora i dettagli, è considerato pro-aborto, anche se pare che la parola "aborto" non venga mai pronunciata. Ma questo è bastato a scatenare una rivolta della Chiesa e delle associazioni cattoliche pro-life. Ma la Clearcast-UK (la commissione che valuta se uno spot può andare in onda o meno) ha dato l'ok, senza neanche dare particolari limiti di orario, anche se il primo degli spot, che verrà trasmesso lunedì 24 maggio, andrà in onda alle 21.
Questo non ha fermato gli antiabortisti. Per esempio la "ProLife Alliance" iniste sul fatto che non vengano date "informazioni complete sullo sviluppo del feto, sulla procedura stessa dell’interruzione di gravidanza, sui rischi a cui si espongono le donne e sulle eventuali alternative all’aborto" (come se ce ne fossero in un Paese dove il welfare è ai minimi termini, ndr); la "Society for the Protection of Unborn Children" che annuncia sul Daily Telegraph l'intenzione di ricorrere alle vie legali per l'istigazione all'uccisione di un bambino ancora non nato; la "Family Education Trust" ricorda il fatto che un aborto è comunque traumatico anche per la madre.
In realtà, sono sempre le stesse sterili argomentazioni, che non variano, da nazione a nazione. Ma in realtà nessuno ha il diritto di imporre alla donna incinta cosa fare, se portare avanti una gravidanza indesiderata o abortire; è una scelta sua e bisogna dare la possibiulità di essere informati su entrambe le possibilità.

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di Antonio Rispoli
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