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Incredibile regolamento della compagnia aerea inglese

GB: siede vicino a minore, la British Airways gli impone di cambiare posto


GB: siede vicino a minore, la British Airways gli impone di cambiare posto
19/01/2010, 15:01

LONDRA - Ogni tanto capita di imbattersi in qualche stranezza, più o meno motivata, guardandosi in giro nel mondo. Ma alle volte si esagera. E' quello che è successo a Mirko Fisher, manager 33enne, che stava partendo con l'aereo della British Airways. Preso regolarmente posto sull'aereo, ha lasciato alla moglie incinta il posto vicino al finestrino, come da lei richiesto. Ma, prima della partenza, quando lo steward ha fatto l'ultimo controllo dei passeggeri prima della partenza, ha invitato Fisher a cambiare posto. Quando lui ha fatto presente che intendeva viaggiare accanto alla moglie, date le sue condizioni, lo steward ha replicato che i regolamenti della British Airways non gli consentivano di viaggiare accanto ad un minorenne. Questo perchè nel terzo sediolino, quello che affaccia nel corridoio centrale, era seduto un ragazzo di 12 anni, i cui genitori erano seduti qualche sedile indietro. Il signor Fisher si è rifiutato, allora lo steward l'ha avvisato che, in base al regolamento della compagnia, l'aereo non sarebbe partito fin quando lui non avesse accettato di cambiare posto (un modo - sottile e neanche troppo - per esercitare su colui che viola il regolamento la pressione dell'ira degli altri passeggeri, ndr). Ma il passeggero si è rifiutato; da qui è nato un alterco verbale tra i due, che è finito con la denuncia presentata dal signor Fisher contro la compagnia aerea inglese. Ora il giudice dovrà esprimersi e, nonostante la legge inglese sia molto veloce, ci vorrà almeno un mesetto, prima della sentenza. Se il signor Fisher avrà ragione, la British Airways dovrò cambiare il regolamento e risarcire la coppia inglese.
In ogni caso è una cosa assurda, la presunzione di pedofilia solo perchè si capita a sedere vicino ad un minorenne. Per di più in un ambiente chiuso come un aereo, dove se uno grida lo stentono ovunque.

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di Antonio Rispoli
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