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Contaminati anche i mangimi

Germania: lo scandalo delle uova alla diossina

La causa sarebbe un grave errore umano

Germania: lo scandalo delle uova alla diossina
05/01/2011, 19:01

BERLINO - La conferma arriva da tutti i principali organi di stampa nazionali ed internazionali e parla di una decisione presa dalle autorità tedesche riguardo il blocco della distribuzione di carne ed uova provenienti da 1000 allevamenti diversi in tutta la Germania.
Causa del provvedimento è  la presenza di diossina riscontrata all'interno delle uova. La prima preoccupazione dell'Unione Euoropea è stata quella di capire se parte dei mangimi e delle uova contaminate fossero state già vendute all'estero. Pronta è arrivata la risposta del ministero federale dell’Agricoltura tedesco, il quale, attraverso un rapporto dettagliato, ha assicurato i vicini europei che la contamizione riguarda esclusivamente la Germania.
All'interno dell'articolo di Quotidiano Italiano firmato da Nicoletta Diella, appaiono anche le dichiarazioni d'itenti dei politici che hanno scoperto la tossicità degli alimenti fino a ieri regolarmente diffusi sul mercato tedesco. In particolare, il ministro dell’Agricoltura della Turingia, Juergen Reinholz, chiede la reclusione per i responsabili del grave incidente industriale:"Sono necessarie sanzioni durissime - ha infatti dichiarato -, poiche’ anche le ammende salate previste dal codice non sono sufficienti a bloccare l’azione dei ciarlatani del settore".
A chiarire nel dettaglio la dinamica della contaminazione a base di diossine (classificate dall'Organizzazione mondiale della Sanità come altamente tossiche e cancerogene) sono stati gli studi effettuati dagli esperti della Federazione degli Agricoltori tedeschi (Dbv). In pratica, secondo la ricostruzione dei vari passaggi tra fornitori e produttori di acidi grassi industriali, si è riscontrato il coinvolgimento di tre aziende diverse: la Petrotec che ha prodotto le tremila tonnellate di acidi grassi destinati ad uso industriale, L'olandese Olivet che li ha acquistati e rivenduti al noto produttore tedesco di mangimi “Harles & Jentzsch”.
In particolare in quest'ultima azienda, un errore umano abbastanza grossolano, avrebbe generato la contaminazione. Sulla vicenda, comunque, c'è ancora pochissima chiarezza e si confinda in più limpidi e comprensibili dettagli che saranno diffusi nelle prossime ore.

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di Germano Milite
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