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Colano a picco anche tutte le altre borse europee

Germania: si ferma la crescita del Pil, crolla Piazza Affari

Oggi il vertice tra la Merkel e Sarkozy, rispuntano eurobond

Germania: si ferma la crescita del Pil, crolla Piazza Affari
16/08/2011, 19:08

BERLINO - Ad aprire la frenata clamorosa di tutta l'Eurozona sono proprio i campioni continentali del pil: con un misero +0,1% registrato nell'ultimo trimestre, infatti, anche la locomotiva tedesca mostra segnali di stanchezza e rimane praticamente inchiodata lungo la salita dell'anticrisi. In tutto, per l'anno in corso, i tedeschi faranno dunque segnare un +2,8% totale per la crescita del proprio prodotto interno lordo. Un incremento quasi dimezzato rispetto al +5% ottenuto tra gennaio e marzo.
Come intuibile, quindi, la risposta delle borse europee è stata decisamente poco positiva. La maglia nera, dopo la giornata di pausa ferragostana, se la guadagna proprio Piazza Affari con -3,8%. Secondo gli analisti, la causa delle depressione è dovuta ai forti ribassi sui titoli energetici dovuti a loro volta alla cosidetta robin tax introdotta dalla manovra. Oltre a Milano, in segno negativo ci sono anche Francoforse (-2,61%), Parigi (-2,07%) e Londra (-1,35%). Unica notizia positiva da dare è che rimane invariato a quota 272 lo spread Bund-Btp e tra titoli spagnoli e tedeschi.
Intanto l'Ocse applaude al decreto anticrisi preparato dall'Italia e disegna scenari positivi per i prossimi andamenti economici dello Stivale. Per il segretario generale dell’organizzazione, Angel Gurria, le misure che verranno approvate dal governo italiano "rafforzeranno notevolmente la sostenibilità del debito, una delle massime urgenze dell’Italia, visto il livello che resta elevato".

VERTICE TRA FRANCIA E GERMANIA
Nella giornata odierna, in ultimo, era previsto il delicato vertice tra Angela Merkel e Nicolas Sarokzy. Durante l'incontro all'Eliseo sono sati  affrontati il tema del miglioramento della governance europea e l'ipotesi eurobond per combattere la crisi del debito. Ed è proprio la stampa tedesca, in effetti, a voler dar credito alla proposta avanzata da Giulio Tremonti e dal presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker. Un'ipotesi, quella dell'utilizzo degli eurobond, che era stata però dileggiata ed ostracizzata fino alla notizia del blocco del pil in terra tedesca. Resta comunque quasi impossibile comprendere come mai, a livello globale, i leader dei paesi industrializzati appaiano così schiavi delle agenzie di rating (private ed a scopo di lucro). Se non altro perchè, quelle  agenzie che oggi decidono di donare o togliere le fantomatiche tre A, sono le stesse che reputarono assolutamente sicuri i tristemente noti mutui subprime all'origine della tanto nominata crisi globale. Sarebbe interessante poter porre questa domanda ai vari Berlusconi, Merkel e Sarkozy ma anche ai Tremonti, ai Trichet ed ai Draghi.

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di Germano Milite
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