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Intanto Netanyahu conferma il suo no alla Palestina

Gerusalemme Est: autorizzato ingrandimento di 2000 case per ebrei


Gerusalemme Est: autorizzato ingrandimento di 2000 case per ebrei
20/06/2011, 09:06

GERUSALEMME (ISRAELE) - Ancora una volta il governo israeliano combina l'incontro con un alto rappresentante occidentale con un annuncio contrario alle risoluzioni Onu. Infatti ieri, mentre c'è stato l'incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'alto rappresentante dell'Unione Europea per l'estero, Caroline Ashton, il governo annunciava che 2000 appartamenti abitati da ebrei a Gerusalemme Est potevano ampliarsi di una stanza. E' un sistema usato spesso: con la scusa di "ampliare una stanza" si creano superfici che arrivano anche a 100-150 metri quadri, poi l'appartamento viene diviso in due e arrivano altre famiglie. E in questa maniera si costruisce dove non si dovrebbe costruire, ma rigorosamente a scapito dei cittadini di religione islamica.
Il tutto accompagnato da precise dichiarazioni alla Ashton: l'Europa deve collaborare con gli Stati Uniti per bloccare a settembre il riconoscimento unilaterale della Palestina. Altrimenti, ha minacciato il premier israeliano, verrà cancellato il pecorso verso la pace.
In realtà, se l'obiettivo è cancellare il percorso verso la pace, questo non esiste più dal 1995. Da quando gli israeliani, con la bufala del "matto", ammazzarono Itzak Rabin, l'unico vero statista che quel Paese ha avuto, non è mai più stato fatto alcun serio tentativo verso la pace, da parte di Tel Aviv. Anzi, si è proceduto con estrema nettezza e decisione contro i palestinesi, distruggendo i loro villaggi, prendedosi tutte le loro fonti d'acqua, costruendo decine di colonie illegali e sterminando decine e decine di migliaia di donne e bambini palestinesi, con le scuse più varie. Inoltre si è scatenato un attacco in forze (l'operazione Piombo Fuso nel 2009), una operazione militare è in corso, anche se a bassa intensità; e nel 2006 venne anche lanciata un'offensiva militare contro il Libano per annettersi circa 10 mila chilometri quadrati di territorio libanese, compreso il fiume Awwai

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di Antonio Rispoli
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