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Uno degli aspetti dell'espansione di colonie illegali

Gerusalemme: la vita di Omar, chiuso in una gabbia elettrificata


Gerusalemme: la vita di Omar, chiuso in una gabbia elettrificata
12/07/2010, 17:07

ISRAELE - Omar Hajajna è un palestinese di 44 anni, sposato e padre di tre figli, che lavora come muratore in Israele. Una persona normale, che però ha fatto una cosa gravissima: ha costruito la propria casa, alcuni decenni fa, dove oggi Israele ha deciso di unificare la colonia illegale di Gilo con la colonia illegale di Har Gilo. E quindi i militari israeliani sono andati a casa di Omar e gli hanno consegnato una rappresentazione di quella che sarà la sua vita futura: su tre lati della casa, ci sarà un recinto elettrificato, alto 4 metri; sull'ultimo lato ci sarà la costruzione del muro con cui Israele sta murando anche la Cisgiordania (a Gaza già è stato completato da tempo). Anche se in questo caso il muro sarà costituito da un recinto di filo spinato, pattugliato dai soldati e con un passaggio - dotato di posto di blocco - personale, per andare a lavorare. Naturalmente almeno in teoria. Perchè se poi dovessero decidere di chiudere definitivamente il cancello, che cosa fai, davanti ad un fucile puntato?
La stessa fine la farà l'intera comunità di Al Walaja, nota perchè nel suo territorio c'è un ulivo millenario, che dovrebbe essere il più vecchio del mondo e che, se la datazione è esatta, era lì da quasi un secolo quando Gesù fu crocefisso. Verrà circondata da reticolati elettrici e filo spinato, perchè Israele, nonostante le risoluzioni contrarie dell'Onu, sta continuando a creare i muri intorno alle varie comunità palestinesi, in modo poi da far fare a tutte le comunità la stessa fine di Gaza: viene sigillata, si blocca l'afflusso dei rifornimenti con qualche scusa e li si fa morire di fame e di sete.

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di Antonio Rispoli
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