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Da Tripoli assicurano: “Il video del colonnello è di ieri”

Gheddafi: che sia vivo o no torna in televisione

Nuovi 4 raid Nato hanno colpito il bunker del rais

Gheddafi: che sia  vivo o no torna in televisione
12/05/2011, 09:05

TRIPOLI – Muammar Gheddafi è ancora vivo. O forse no. Di sicuro, dopo 11 giorni di assenza, la televisione di Stato libica è tornata a mostrare le immagini del rais, durante un incontro con alcuni leader delle tribù locali in un hotel di Tripoli. Le nuove immagini sono state trasmesse ieri in serata, mentre oggi arriva la conferma che le stesse, contrariamente a quanti avevano sostenuto che potessero essere riprese vecchie, mancando sulle stesse una data che potesse testimoniarne la freschezza, sono state invece girate proprio ieri. La precisazione, targata fonti governative libiche, ovviamente giunge tanto per fugare i dubbi su una possibile registrazione del video e quindi su un suo uso strumentale, quanto per smentire le voci circolate nei giorni scorsi circa una possibile morte o fuga del colonnello, dopo i bombardamenti operati dalla Nato sulla sua residenza. Le immagini ci mostrano ancora una volta il leader libico che indossa un abito tradizionale marrone e gli occhiali da sole, mentre si sente la voce di un anziano che rivolgendosi a lui grida: “Sarai vittorioso”.
Immagini che di sicuro non sono piaciute a chi negli ultimi mesi ha avuto come obiettivo, seppur camuffato, quello di far uscire di scena definitivamente il leader libico. Non sono piaciute al punto tale che, a poche ore dalla loro diffusione, sono seguiti nuovi quattro raid missilistici compiuti dalle truppe della Nato nella capitale libica. Ancora una volta è stato colpito il bunker di Bab al Aziziya, dove si presume sia nascosto Muammar Gheddafi. Subito dopo le esplosioni, udite nella notte, almeno due veicoli del servizio di emergenza si sono diretti a tutta velocità verso il compound del colonnello, ma al momento non è ancora chiaro se l’attacco abbia provocato vittime o feriti. Se da un lato, dunque, prosegue la stretta della Nato, dall’altro, nonostante l’ultimo video, resta ancora aperto il punto interrogativo sulle sorti del rais e non può non essere presa in considerazione la teoria dei ribelli, secondo la quale il colonnello si sarebbe dato alla fuga dal 30 aprile scorso, trovando riparo nel deserto.
Anche sul terreno, intanto, prosegue la battaglia tra ribelli e lealisti: secondo una fonte dell’Afp, a Misurata il lealisti hanno abbandonato dei carri armati ai quali gli insorti hanno dato fuoco. Nessuna tregua, dunque, per questa guerra intestina anche se, ancora una volta, il segretario generale dell’Onu, Ban ki-Moon, lancia un appello per un immediato cessate il fuoco a Misurata e nel resto del Paese. Un appello sottoscritto dall’Alleanza Atlantica, ma subito respinto dagli insorti. “Non ci fidiamo di Gheddafi. Non è il tempo per un cessate il fuoco, perchè lui non lo rispetta mai”, avrebbe dichiarato un portavoce degli insorti.

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di Antonio Formisano
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