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Ma Tripoli smentisce tale ipotesi: il rais non mollerà

Gheddafi potrebbe lasciare se il figlio può candidarsi


Gheddafi potrebbe lasciare se il figlio può candidarsi
05/07/2011, 15:07

TRIPOLI - A fronte di una situazione di stallo sul terreno, si moltiplicano le notizie su contatti in corso su diversi fronti per arrivare a una soluzione politica del conflitto in Libia. Il regime di Tripoli riferisce di trattative avviate con i ribelli di Bengasi da oltre due mesi, mentre Mosca fa sapere che Muammar Gheddafi sarebbe pronto a lasciare la guida della Libia a condizione che il figlio Saif al Islam possa candidarsi alle prossime elezioni. Questa ultima notizia giunge da un’alta fonte governativa russa, citata oggi dal quotidiano “Kommersant”, all’indomani del vertice Nato-Russia e dell’incontro tra il presidente russo Dmitri Medvedev e il suo omologo sudafricano Jacob Zuma.
Nonostante tutto, però, restano molte le incognite che gravano sugli sforzi diplomatici per risolvere la crisi libica. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ribadito che l’Italia punta a “una soluzione politica” attraverso “un negoziato serio che non coinvolga” Muammar Gheddafi. “Solo una cosa è chiara: Gheddafi deve lasciare il potere, c’è un mandato di arresto internazionale”, ha spiegato Frattini, “ma nessuno ha mai pensato di metterlo sotto tiro o di ucciderlo”. Il nodo del destino del colonnello, dunque, resta il vero ostacolo a ogni tipo di negoziato. Proprio nel giorno in cui la Russia parla di una possibile uscita di scena del rais, qualora venga offerta al figlio la possibilità di candidarsi, è proprio Tripoli a bollare come “semplicemente false” le notizie sulle trattative in merito alle “dimissioni” di Gheddafi o un suo presunto esilio: il negoziato in corso tra il regime e i ribelli di Bengasi non riguarda l’uscita di scena politica del rais, ha tenuto a precisare un portavoce, ma un cessate il fuoco che porti all’avvio di un dialogo interno fra le varie componenti del Paese.

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di Antonio Formisano
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