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Settanta morti e numerosi feriti durante la caccia all'uomo

Giamaica: catturato il narcotrafficante Christopher "Dudus" Coke


Giamaica: catturato il narcotrafficante Christopher 'Dudus' Coke
23/06/2010, 18:06

KINGSTONE - Dopo circa un mese, 70 morti ed un numero imprecisato di feriti, le autorità sono riuscite a catturare Christopher "Dudus" Coke; uno dei narcotrafficanti più potenti e pericolosi al mondo in grado di sollevare in sua difesa un intero quartiere della capitale giamaicana. Dudus era infatti a capo di una grande organizzazione criminale (la “Shower Posse”) che gestiva il traffico di droga tra Caraibi, Canada, Usa e Gran Bretagna e poteva contare su un grosso numero di veri e propri “spacciatori-soldato” pronti a sacrificare la propria vita per evitare la sua cattura. La Shower Posse, inoltre, controllava in pratica l’intero carico d’armi che quotidianamente raggiungevano la Giamaica.
Non solo: il supernarcotrafficante, nel quartiere di Tivoli Garden, era visto come una sorta di semidio in grado di risolvere con velocità ed efficacia i conflitti sociali e di offrire lavoro e sostentamento ai numerosissimi poveri della città. Per tale motivo, anche i 5 milioni di dollari promessi a chiunque avesse fornito informazioni attendibili ed utili per il suo arresto, non sono bastati a facilitare il compito delle autorità.
Tuttavia, dopo una piccola guerra civile ed alcuni abusi denunciati da Amnesty International, la polizia ed i militari sono riusciti a localizzare e fermare Coke; trasferendolo in un sorvegliatissimo commissariato situato nel distretto di St. Catherine. In compagnia del criminale c’era anche il predicatore evangelista Al Miller; già offertosi come mediatore per la cattura del fratello del boss. Per Washington, al fine di garantirsi la supremazia su diversi canali della droga ed un giro d’affari miliardario, Dudus avrebbe assassinato addirittura 1400 persone.
Negli States, come noto, in tanti hanno subito la pena di morte per reati molto meno gravi. Tuttavia, nonostante la richiesta di estradizione avanzata dagli Americani, le autorità giamaicane hanno precisato che il latitante sarebbe stato processato sull’isola. Dopo una caccia all'uomo durata un mese e la convinzione che il latitante fosse oramai riparato all'estero, la polizia ha invece fermato il ricercato nella periferia di Kigston; grazie ad un posto di blocco.

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di Germano Milite
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