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Approvata manovra da 49 mld per la ricostruzione del Paese

Giappone: altre 5 città saranno evacuate

Il bilancio è di 27 mila vittime tra morti e dispersi

Giappone: altre 5 città saranno evacuate
22/04/2011, 09:04

TOKIO – Non solo divieto di accesso nell’area adiacente alla centrale di Fukushima, ma anche in altre città situate al di fuori del raggio di 20 chilometri dall’impianto nucleare. Nel nuovo ordine di evacuazione emesso dal governo giapponese, la “no entry zone” viene estesa anche ad altre 5 città a causa dei timori sugli elevati livelli di radiazioni accumulate. L’annuncio arriva dal capo di gabinetto, Yukio Edano, per il quale anche gli abitanti delle città di Katsurao, Namie e Litate (dove di recente si è suicidato un uomo di 102 anni, perché terrorizzato dall’idea di dover abbandonare la propria casa), e i residenti di Kawamata e Minamisoma dovranno lasciare le proprie abitazioni, al più presto e non oltre la fine di maggio. Il nuovo annuncio, giunto all’indomani della definizione del divieto di accesso nell’area di 20 chilometri intorno alla centrale danneggiata dal sisma-tsunami dell’11 marzo, è stato fatto “rispettando le norme raccomandate a livello internazionale e di monitoraggio delle radiazioni sulla base dei dati raccolti: vi è infatti la possibilità - ha detto Edano - che gli abitanti di questi 5 comuni ricevano dosi di 20 millisievert nel corso di un anno”.
Intanto il governo nipponico ha approvato una manovra finanziaria da 4 mila miliardi di yen (49 miliardi di dollari) per la ricostruzione del Paese, sconvolto dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo. Il primo ministro, Naoto Kan, presenterà il provvedimento al Parlamento il 28 aprile prossimo con l’auspicio che venga approvato entro il 2 maggio, grazie anche al supporto dell’opposizione, che controlla la Camera alta. Il terremoto, che ha colpito il Nord Est del Paese, ha provocato 27 mila vittime tra morti e dispersi. Le misure messe a punto includono tra l’altro la costruzione di alloggi temporanei, la riparazione delle infrastrutture, mentre circa 1.200 miliardi di yen saranno destinati a progetti pubblici per la ricostruzione di strade e porti.

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di Antonio Formisano
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