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Si torna a lavoro nei grandi laboratori di Tsukuba

Giappone, da domani ripartono i centri di ricerca

L’allarme della Banca mondiale: danni di 235 mld di dollari

Giappone, da domani ripartono i centri di ricerca
21/03/2011, 19:03

TOKYO - Tanto il terremoto quanto lo tsunami che hanno colpito il Giappone potrebbero costare all’economia nipponica 235 miliardi di dollari, pari al 4 per cento del Pil: l’allarme arriva dalla Banca mondiale, mentre il G7 si tiene pronto a nuovi interventi concertati per tenere a freno lo yen e Moody’s avverte che, dopo la crisi nucleare negli impianti di Fukushima, continua a salire il rischio-Paese. L’economia nipponica, dunque, subirà di sicuro un rallentamento, anche se, secondo stime della Banca mondiale, questo sarà “temporaneo” e con una previsione di ritorno alla crescita dopo la metà del 2011. Intanto il Giappone non intende fermarsi: da domani, gradualmente, i centri di ricerca cercheranno di tornare alla normalità. Il terremoto ha fermato i grandi laboratori di Tsukuba, la città sulla costa del Pacifico dove si trovano i maggiori centri di ricerca, celebri a livello internazionale. Lo tsunami ha risparmiato la città, ma il terremoto ha bloccato acceleratori, rampe di lancio, laboratori e il blackout li ha paralizzati. Si sono fermati l’acceleratore di particelle del Kek, l’organizzazione giapponese per la fisica nelle alte energie che lavora a stretto contatto con il Cern di Ginevra e collabora ad alcuni degli esperimenti condotti nel Large Hadron Collider (Lhc). Danneggiati anche l’Agenzia spaziale Jaxa, l’istituto geografico e gli istituti per la ricerca industriale e per la scienza dei materiali. A Tokai, non lontano dalla prefettura di Fukushima, si è bloccato l’acceleratore di protoni del J-Parc (Japan Proton Accelerator Research Complex) che, informano i responsabili, è comunque in buono stato. “I problemi non sono stati tanto i danni alle strutture, ma l’interruzione dell’elettricità”, spiegano alcuni fisici dell’acceleratore Kek. Oggi c’è stata ancora una pausa, anche perché in Giappone l’equinozio d’inverno è festa nazionale, ma da domani si tornerà al lavoro. Dal giorno del terremoto, nei centri di ricerca sono tornati soltanto gli addetti alla manutenzione, mentre i ricercatori, spiegano i fisici del Kek, sono rimasti a casa in “stand by” e cerimonie e convegni sono stati cancellati fino ad aprile inoltrato. In questi giorni si è lavorato soprattutto per fare un bilancio dei danni. Adesso, a quanto pare, la priorità assoluta è riaprire i laboratori. La cittadella della scienza di Tsukuba ha dato inoltre la disponibilità ad accogliere i rifugiati di Fukushima e ai fisici del Kek è stato chiesto di tenersi pronti a dare aiuto per controllare le tracce di radioattività sulle persone in arrivo dalle zone contaminate.

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di Antonio Formisano
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