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I residui nel Pacifico si muovono con grande velocità

Giappone: i detriti di Fukushima in viaggio verso le Hawaii

Chiesti alla Tepco 2.500 miliardi di yen per i risarcimenti

Giappone: i detriti di Fukushima in viaggio verso le Hawaii
24/10/2011, 17:10

FUKUSHIMA – Nel giro di pochi anni, meno di due per l’esattezza, i detriti che lo scorso 11 marzo sono stati trascinati nel Pacifico dal terremoto-tsunami arriveranno alle isole Hawaii. Ad affermarlo è stato un ricercatore dell’Università di Honululu, sulla base delle informazioni raccolte e fornite da una nave russa. Si tratta della nave “Pallada”, il cui obiettivo è lo studio delle correnti oceaniche: i ricercatori russi operanti sulla nave, infatti, hanno affermato di aver incrociato diversi detriti poco a est delle Midway, a settembre, mentre facevano rientro in Russia. Quelli visualizzati in pieno Pacifico dalla squadra che opera sulla “Pallada” sono pezzi di mobili, frammenti di plastica, una barca da pesca con la scritta ‘Fukushima’ e tanto altro finito in mare lo scorso 11 marzo.
È stato lo stesso studioso dell’Università di Honululu, il professor Jan Hafner, a stilare intorno a 20 milioni di tonnellate la quantità di detriti provenienti dal Giappone: “Calcolavamo che avrebbero raggiunto le Midway nella primavere dell’anno prossimo – ha detto Jan Hafner - ma sulla base dei riscontri della “Pallada”, i frammenti sembrano viaggiare più veloci. Non vogliamo creare panico, ma è bene sapere quello che succederà”. Secondo i ricercatori americani, infatti, la prima ondata di detriti colpirà l’atollo delle Midway quest’inverno, poi le Hawaii in meno di due anni.
Intanto, il ministro giapponese dell’Economia, del Commercio e dell’Industria ha chiesto che la società elettrica Tepco, responsabile dell’incidente nucleare a Fukushima, destini almeno 2.500 miliardi di yen (24 miliardi di euro) per risarcire le vittime. Lo Stato si è detto pronto ad anticipare i fondi alla Tokyo Electric Power (Tepco) per compensare rapidamente le persone costrette ad abbandonare le loro case o a lasciare la propria azienda, in cambio ha chiesto però che la Tepco bonifichi le sue attività e ceda le sue proprietà per rimborsare gli importi dovuti. L’azienda è chiamata a presentare un piano di ristrutturazione entro e non oltre il mese di novembre.

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di Antonio Formisano
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