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Ci sono 26 morti, centinaia i feriti, incendio in raffineria

Giappone: megaterremoto e poi lo tsunami, è distruzione

Si tratta del quinto sisma più forte mai registrato


Giappone: megaterremoto e poi lo tsunami, è distruzione
11/03/2011, 11:03

TOKYO (GIAPPONE) - Due violentissime scosse di terremoto hanno colpito il Giappone, con epicentro a 500 Km. di distanza da Tokyo verso nord e a 130 Km. dalla prefettura di Miyagi. La prima si è verificata alle 6,46 ora italiana (le 14.46 ore locali), di grado 7,9 Richter, abbastanza violenta da far oscillare i grattacieli, seguita da uno sciame di scosse di assestamento. Ma il peggio doveva ancora venire: dopo circa un'ora, una nuova scossa, di grado 8,9 della scala Richter, il quinto sisma più forte mai registrato. La violenza del terremoto e la scarsa profondità dell'ipocentro (cioè del punto in cui il terremoto avviene) a soli 10 Km., hanno provocato uno tsunami, con onde che si sono abbattute sulle coste giapponesi verso le 8.30, con onde alte oltre 10 metri, che hanno allagato il parco DIsneyland vicino la capitale.
Ma le scosse hanno provocato ben altri danni: almeno quattro persone sono morte, decine i dispersi e cemtinaia di feriti. Almeno 4 milioni di persone sono senza elettricità, per i danni che hanno riportato le linee elettriche, ma anche perchè, a titolo precauzionale, sono state fermate immediatamente tutte le centrali nucleari. Le prime ispezioni non sembrano aver causato danni, ma si aspetterà un po' prima di riattivarle, per motivi precauzionali. Alla periferia di Tokyo, il sisma ha anche provocato l'esplosione di una raffineria, che sta bruciando da oltre un'ora.
La situazione è così grave che il Primo Ministro giapoponese ha detto di "non essere contrario" all'invio di aiuti umanitari. Considerato l'orgoglio nazionale nipponico e il modo di parlare, è qualcosa di simile ad un aiuto disperato. Aiuto per cui l'Onu si è immediatamente mobilitato: 30 squadre di soccorso sono state allertate e stanno per partire per il Giappone.
L'allarme però non riguarda solo il Giappone: un allarme tsunami è stato diramato anche per le Filippine, l'Indonesia e le isole Curili, facenti parte del territorio russo. I russi hanno subito provveduto all'evacuazione di oltre 10 mila civili, mentre negli altri due Paesi è stato dato l'ordine di evacuazione immediata di tutti i comuni costieri, per una profondità di alcuni chilometri.


Aggiornamento ore 11.20

E' in continuo aggiornamento il computo delle vittime del terremoto. Per ora siamo arrivati a 26, dopo quattro ore dal sisma, ma si continua a scavare sotto i palazzi crollati per cercare altre persone. Per ora sembra che nessun italiano sia rimasto coinvolto, ma la Farnesina sta monitorando la situazione.
Ma appaiono gravi anche le conseguenze dello tsunami che si è abbattuto sulle coste giapponesi. In ampie zone della parte nord del Paese la gente è salita sui tetti degli edifici più robusti o nei piani alti degli stessi, sperando che resistano alla violenza dell'acqua e degli oggetti che la stessa trasporta: autovetture e camion, addirittura capannoni industriali e case meno robuste, che stanno galleggiando sulle acque.
Il terremoto ha provocato un incendio nella centrale nucleare di Miyagi, una delle zone più colpite dal sisma. Non si sa quanto sia esteso l'incendio, ma ha colpito la zona delle turbine della centrale nucleare. La caserma dei vigili del fuoco è stata sommersa dalle acque, così come l'aeroporto; e questo complica sia la possibilità di inviare soccorsi sia quella di intervenire nel caso in cui la situazione della centrale nucleare dovesse peggiorare. Il terremoto ha anche danneggiato gli uffici amministrativi della centrale nucleare
Intanto è stato diramato un allarme tsunami anche per le isole Marianne, che si trovano a sul del Giappone, e per le Hawaii, che si trovano a sud est. In entrambi i luoghi sono stati evacuati i paesini costieri e tutta la popolazione viene concentrata nelle zone più elevate, per evitare vittime se lo tsunami colpirà quelle isole.
Oltre all'Onu, anche la Russia si è dichiarata disponibile ad inviare aiuti in Giappone, se dovesse essere richiesto.

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di Antonio Rispoli
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