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Forse a breve il cemento seppellirà i reattori

Giappone, necessario ripristinare i cavi elettrici

Paese in ginoccihio, crolla il mercato estero

Giappone, necessario ripristinare i cavi elettrici
18/03/2011, 21:03

FUKUSHIMA - Stanno continuando a sparare acqua nel reattore numero 3 gli ingegneri incaricati di evitare il disastro nucleare in Giappone. Ad essere cruciale, adesso, è il ripristino dei cavi elettrici di altri due reattori, allo scopo di prevenire la fuoriuscita di radiazioni mortali.
I tecnici, circa 300 in tutto, stanno lavorando notte e giorno all’interno della zona di evacuazione lunga 20 chilometri, allo scopo di far ripartire l’elettricità per azionare altre pompe d’acqua necessarie per raffreddare le barre di combustibile nucleare.
Per domare la centrale si pensa ad una colata di cemento, che dovrebbe “seppellire” l’impianto: anche la stessa Tepco, società che gestisce la struttura, ha dovuto ammettere che questa potrebbe essere l’unica soluzione, visto che le azioni di raffreddamento non stanno producendo i risultati sperati. "Non è impossibile racchiudere i reattori sotto il cemento. Ma la nostra priorità adesso è quella di raffreddarli prima", ha detto un funzionario della Tepco, la Tokyo Electric Power, nel corso di una conferenza stampa.
Intanto, su 14 italiani toernati dal Giappone sono state ritrovate piccole tracce di iodio 131 nelle urine: la quantità ritrovata è comunque inferiore a quella considerata "pericolosa".

Una situazione al limite della Apocalisse, insomma. Il Paese è in ginocchio: ormai non si contano più i morti ed i dispersi. Stime non ufficiali parlano di almeno 17mila vittime, ma il numero è tragicamente destinato a salire. Senza contare la ripercussione sui mercati economici internazionali, che ha costretto il paese asiatico alla prova più dura dalla Seconda Guerra Mondiale. Intanto il Governo di Tokyo ha accettato gli aiuti internazionali che stanno giungendo da decine di Paesi del Mondo. "Ci stiamo coordinando con il governo degli Stati Uniti su quello che gli possono offrire e su quello di cui la gente ha realmente bisogno", ha affermato il portavoce del governo giapponese Yukio Edano.

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di Ornella d'Anna
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