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Per gli esperti entro venerdì probabile nuovo forte sisma

Giappone: nuove scosse, nube radioattiva verso l'Europa

I tecnici tornano al lavoro nella centrale di Fukushima

Giappone: nuove scosse, nube radioattiva verso l'Europa
22/03/2011, 21:03

TOKYO - Sono passati 11 giorni dal primo, devastante terremoto che ha messo in ginocchio l'intero Giappone e fatto tremare anche il resto del mondo a causa dei danni subiti dalla centrale nucleare di Fukushima. Proprio in tal senso anche l'Europa presto potrebbe presto vedersi sovrastata dalla nube radioattiva sprigionata dalle esplosioni dei reattori atomici dell'oramai noto impianto nipponico.
Il primo territorio del vecchio continente ad essere raggiunto dovrebbe essere quello francese ma, gli esperti del paese d'oltralpe, assicurano: gli agenti contaminanti presenti non saranno in quantità preoccupanti. Al contempo, dall'agenzia metereologica, si fa scendere di un 10% la possibilità che un altro sisma di magnitudo superiore a sette colpisca lo stato asiatico entro venerdì. Le prime stime parlavano infatti di un probabilità vicina al 30 ma oggi gli esperti si sono fermati al 20. E se i livelli di radioattività in Europa con un'ottima probabilità non saranno allarmanti, lo stesso di sicuro non si può dire per il paese che ospita la centrale danneggiata: dalle prime analisi risultano infatti pesantemente contaminati il mare e diversi generi alimentari di prima necessità e quindi di largo consumo.
Non è un caso, tra l'altro, che nella giornata di ieri sera i livelli di iodio 131 e di cesio 134 misurati nell'acqua marina nella zona vicina l'impianto fossero rispettivamente 126,7 volte e 24,8 volte più elevati rispetto al limite massimo fissato dal governo di Tokyo. Ad ammettere che la situazione in Giappone si è rivelata decisamente "più grave di quanto si prevedesse" è stato anche il portavoce dell'ufficio regionale per il Pacifico occidentale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms)
Peter Cordingley.
Intanto a Fukushima sono ripresi i lavori per tentare un repentino ripristino dei sistemi di raffredameno in seguito al riallacciamento della corrente. Al momento, però, i tecnici intervenuti non sono riusciti a riattivare le misure di sicurezza atte ad evitare la tanto temuta (e per ora comunque poco probabile) fusione del combustibile nucleare. Anche nella giornata di ieri, come ricordano le agenzie di stampa internazionali, dal reattore numero 3 era fuoriuscita una corposa colonna di fumo bianco che aveva fatto preoccupare le autorità nipponiche.

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di Germano Milite
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