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Che l’Italia rifletta sulla decisione del governo nipponico

Giappone: sarà chiusa la centrale atomica di Hamaoka

È alto il rischio sismico. Si eviti un Fukushima bis

Giappone: sarà chiusa la centrale atomica di Hamaoka
06/05/2011, 15:05

TOKYO – Il primo ministro giapponese ha disposto la chiusura della centrale atomica di Hamaoka, situata a sud ovest della città di Tokyo. La decisione è stata presa perché tale impianto sorge in prossimità di una faglia tettonica, tra l’altro considerata dagli esperti una di quelle ad altissimo rischio sismico, e, visto l’episodio dell’altra centrale gravemente danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo, si vuole evitare l’ipotesi di un Fukushima bis. Proprio nei giorni in cui la centrale di Fukushima non cessa di essere al centro delle notizie di impronta mondiale, dal governo giapponese arriva una decisione che spinge alla riflessione.
Nella centrale di Hamaoka si trovano cinque reattori, solo due dei quali attualmente in funzione. Si tratta dei reattori numero quattro, in grado di generare 1,14 chilowattori, e del reattore numero cinque, che a sua volta può produrne 1,38. Per quanto riguarda i reattori numeri uno e due questi sono fermi dal 2009, mentre nel tre sono in corso operazioni di controllo. Tale centrale è considerata dagli ambientalisti come la più pericolosa a livello nazionale e, proprio in virtù del fatto che la regione in cui sorge è stata investita lo scorso 15 marzo, 4 giorni dopo il dramma di Fukushima, da una potente scossa di terremoto, il primo ministro nipponico, Naoto Kan, ha adottato la decisione della sua chiusura: “Per la salvaguardia della popolazione”, ha assicurato. D’altronde è da diverso tempo che i sismologi hanno avvertito che nella zona in cui è situata la centrale atomica di Hamaoka sono ormai mature le condizioni geologiche tali da rendere più che verosimile l’imminente arrivo di un nuovo terremoto.
La notizia della chiusura, ovviamente, è stata accolta con esultanza dalle organizzazioni ecologistiche, per esempio Greenpeace, e il coraggio del capo del governo in Giappone è stato apprezzato dai più: si tratterebbe, infatti, della prima volta in cui il premier di un Paese richieda direttamente la chiusura di una centrale atomica. E l’Italia? C’è da auspicare che anche nel nostro Paese si possa trovare il coraggio di dire no all’apertura di centrali nucleari, una volta assodato che il primo ministro italiano pare non sia intenzionato in alcun modo ad adottare quel senso di misura e di responsabilità adoperati dall’omologo nipponico.

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di Antonio Formisano
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