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GIAPPONE: SILENZIO PER RICORDARE I MORTI DI HIROSHIMA


GIAPPONE: SILENZIO PER RICORDARE I MORTI DI HIROSHIMA
06/08/2008, 13:08

Il 6 agosto 1945 era una splendida giornata, nel mare del Giappone. Il B-29 "Enola Gay", un bombardiere pesante americano, decollò dalla pista dell'aeroporto di un'isola conquistata dagli americani, insieme ad alcuni aerei di osservazione. Non aveva scorta, non doveva temere l'aviazione nipponica, ormai distrutta da quella statunitense e comunque senza carburante; nè l'artiglieria antiaerea, vecchia e mal disposta sul territorio. Gli aerei osservatori comunicarono che il bersaglio primario, Hiroshima, era sgombro di nuvole; quindi l'Enola Gay si diresse lì e, una volta raggiunto l'obiettivo, alle 8.15 del mattino, il comandante Paul Tibbets sganciò l'unica bomba presente a bordo, Little Boy. Pochi minuti dopo, lo stesso Tibbets, guardando il risultato mormorò: "Mio Dio, cosa abbiamo fatto?". Semplice, era stata sganciata la prima bomba nucleare della storia umana, su una città abitata esclusivamente da civili. Il risultato furono 130 mila abitanti che morirono quel giorno (i più fortunati) o nelle settimane successive tra atroci sofferenze e altri 300 mila che furono avvelenati dalle radiazioni di cui l'area si impregnò e che sono finora morti a causa di questo.

E anche oggi il Giappone, come tutti gli anni, ha ricordato la prima delle due insensate stragi provocate nella Seconda Guerra Mondiale dagli ordigni nucleari (la seconda fu il 9 agosto, a Nagasaki), con cerimonie commemorative. Tadatoshi Akiba, Sindaco di Hiroshima, nel suo discorso commemorativo tenuto al Parco della Pace, ha ricordato che l'anno scorso all'ONU ben 170 Paesi hanno chiesto la distruzione di tutte le armi atomiche dalla Terra. Solo tre erano contrari: e tra questi gli Stati Uniti.

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di Antonio Rispoli
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