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Ultimo blocco rappresentato dalla Repubblica Ceca

Gli Irlandesi dicono "si" al trattato di Lisbona


Gli Irlandesi dicono 'si' al trattato di Lisbona
04/10/2009, 12:10

Il trattato di Lisbona passa con un clamoroso 67% di preferenze anche in Irlanda. La stessa irlanda che lo aveva bocciato altrettato nettamente un anno fa e che, dopo essere precipatata in una paurosa recessione, si è fatta intimirorire dalla possibilità di sgusciae fuori dall'Ue e di sprofondoare definitivamente nella crisi economica.
Ancora una volta la politica diviene prostituta dell'economia e dei poteri delle banche. Dopo il grande boom attraversato nel 2007/2008, gli Irlandesi si sentivano infatti sicuri ed intenzionati a conservare la totale autonomia su temi cruciali come aborto, neutralità e politica fiscale.
Autonomia che, questo segretissimo e volutamente illegibile trattato scritto da burocrati non eletti dai cittadini, nega del tutto non solo all'Irlanda ma a tutti i paesi che si troveranno a doverlo rispettare. Del resto, come si suol dire, la vita è una ruota (una ruota che per girar bene non ha bisogno di olio ma di soldi)...così all'Irlanda passa il boom e, con esso, la voglia di opporsi ad un provvedimento  per molti versi anti-democratico e pericolosamente sbilanciato a favore di banche e lobby di (stra)potere economico. Ultimo baluardo per fermarare la ratifica totale e definitiva del trattato resta dunque la Repubblica Ceca del presidente Vaclav Klaus.
Klaus, euroscettico da sempre, si è difatti detto molto poco disponibile a firmare una carta normativa di impossibile compresione e di valore fondamentale per il futuro democratico dell'Ue. C'è poi il ricorso di alcuni giudici della corte costituzinale a minare il disegno di potere dei burocrati multimilionari sconosciuti al 99% dei cittadini europei. Giusto per citare uno dei provvedimenti previsti dal quasi sconosciuto Trattato di Lisbona, basta infatti prendere in esempio la creazione di alcuni organi che avranno un potere enorme e i cui componenti, è bene precisarlo, non saranno assolutamente scelti tramite il voto dei cittadini. Tali organi sono: il Consiglio Europeo che avrà la presidenza, la  Commissione Europea e il Consiglio dei Ministri che otterranno l’esecutivo e la Corte di Giustizia Europea; che rappresenterà invece il sistema giudiziario.
Di queste cose nessun organo d'informazione ne parla. Ci si limita a sfiorar la superficie scrivendo del "si" deciso (ma quasi obbligato) degli irlandesi e delle possibili manovre Cece ed Inglesi per abolire il trattato. Nessuno (o quasi) si occupa di sottolineare la sua segretezza, i motivi che hanno portato alla bocciatura del suo "predecessore" (La Carta Costituzionale Europea totalmente bocciata nel 2005 dai referendum francesi ed olandesi).
Magari, oltre ad invitare escort in prima serata, i programmi che si definiscono di "contro-informazione", potrebbero decidersi a parlare di questo inquietante Trattato e delle conseguenze poco felici che prospetta per il futuro dei cittadini europei. Magari, i giornalisti "liberi" e "democratici", potrebbero anche accantonare per qualche giorno i pruriti sessuali del Premier e gli isterismi della maggioranza per occuparsi di un argomento che, di siuro, interesserebbe elettori di ogni colore politico.

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di Germano Milite
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