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Gli scenari di una maggioranza ormai fallita


Gli scenari di una maggioranza ormai fallita
04/08/2010, 19:08

Ed ora? Dopo aver respinto la mozione di sfiducia contro il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo, la maggioranza non c'è più. Il Pdl lo negherà, sicuramente, ma i fatti sono quelli. Anzi, ci sono stati anche meno voti del previsto, probabilmente a causa di una decina di assenze, per cui è ancora peggio. Chi parla di governi tecnici, balneari, ballerini, con buffoni e pagliacci, non sa quello che dice. Non ci sono i numeri per creare maggioranze diverse; inoltre a nessuno interessa cambiare la legge elettorale, che sta bene più o meno a tutti i partiti. Così sono i vertici a decidere chi viene eletto, non i cittadini. Dato che quasi tutti i partiti hanno tra i dirigenti inquisiti, indagati, processandi e condannati, anche per reati gravissimi (Cuffaro per l'Udc, per esempio; lasciamo perdere il Pdl, facciamo prima a dire chi non ha guai con la giustizia; ma anche nel Pd non si scherza e di recente una indagine contro la 'ndrangheta ha fatto sorgere il sospetto che molti leghisti siano in affari con la malavita), il poter scegliere servi fedeli da portare in Parlamento è una garanzia per i segretari e dirigenti di partito.
Esclusa questa possibilità, ci sono due alternative: 1) nuovo governo Berlusconi o prosecuzione dell'attuale; 2) elezioni anticipate. Il punto 1) non è da considerare come due cose diverse: si può decidere anche di farlo cadere e poi di rinominarlo premier, ma la linea del governo non cambierebbe. In cima alle esigenze del governo, resterebbero le stesse cose: bloccare i processi contro Berlusconi; distruggere l'indipendenza della magistratura ed asservire i PM al governo; continuare a sprecare soldi da regalare agli amici di questo o quel ministro, che facciano parte della "cricca" di Anemone o della P3, che è la stessa P2 di 30 anni fa, solo con qualche aggiunta in campi paralleli (vedi la presenza di Dell'Utri) e con persone situate più in alto. La P2 di Gelli vedeva presenti magistrati, militari, finanzieri, perchè serviva anche l'uso della forza; adesso queste persone non servono più: qualche magistrato, ma soprattutto imprenditori e politici. Dopotutto, avendo tra le mani il sottosegretario alla giustizia, il braccio destro del premier e il coordinatore del più grande partito italiano, a che serve la forza? C'è abbastanza potere politico da fare le leggi ad hoc. Questi sono gli obiettivi di qualsiasi governo Berlusconi che si può creare, quello attuale o uno diverso.
L'alternativa sono le elezioni. Ma in che condizioni? Il Pdl sembrerebbe il più pronto, insieme alla Lega Nord, ma data la paranoia del premier, facile che voglia verificare le persone che gli sono incontri. Il Pd è allo sbando, non sarà pronto prima dell'estate del 2011; quindi il partito teme le elezioni. Il neonato Fli (Futuro e Libertà per l'Italia, la formazione dei finiani) ha bisogno di qualche mese per stabilizzarsi. L'Udc sta cercando di proporsi come capofila di una alleanza di centro, il cosiddetto terzo polo, destinato a morire prima ancora di nascere, assorbito dal Pdl. L'Idv dovrebbe essere pronta, anche se restano gravi problemi di pulizia a livello locale, dove non sempre il rispetto della legalità è assoluto come dovrebbe essere in qualsiasi partito. La sinistra è "non pervenuta": dopo oltre due anni ancora non hanno capito che la motivazione numero 1 della loro sconfitta elettorale sono i litigi interni e quindi continuano col loro atteggiamento tafazzista di darsi le bottigliate (metaforiche) sugli zebedei. Ma come si dice: "meglio testa di pulce che culo di elefante". Contenti loro, che sottraggono voti al Pd...
Insomma, o continua il governo Berlusconi o si va alle elezioni. Se continua il governo Berlusconi, continueranno a distruggere l'economia e i conti pubblici, ipotecando il futuro dei nostri figli; se si va ad elezioni, la prospettiva più probabile è una nuova vittoria su Berlusconi che ha il controllo su tutte e 7 le Tv; sulla Agcom che non sanzionerà le TV e i programmi che violano le regole della par condicio, come non sono stati puniti nel 2008 e nel 2009; in più ci sono ancora i sospetti sulla regolarità delle elezioni, avanzati nel 2006 da un libro del giornalista Gian Antonio Stella e mai smentiti o dissolti, anzi rinnovati nel 2008 e nel 2009.

PS: E' stato interessante guardare il filmato dell'entrata in aula oggi di Berlusconi, al termine delle discussioni sulla sfiducia a Caliendo e prima del voto. E' entrato, è andato al banco del governo, mentre i deputati del Pdl e della Lega gridavano "Silvio, Silvio", poi si è fermato in piedi al posto del Presidente del Consiglio, ritto, col braccio destro alzato. Mi è venuto un brivido, a pensare a come Mussolini saliva sul palco per un comizio: stessi gesti, stesso atteggiamento, stessa claque adorante

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di Antonio Rispoli
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