Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

Gli Usa aggrediscono ancora l'Iran. Ma a che pro?


Gli Usa aggrediscono ancora l'Iran. Ma a che pro?
14/10/2011, 16:10

Se uno sta affogando, non si mette a litigare con chi è vicino, ma - se è una persona intelligente - pensa per prima cosa a cavarela. Può sembrare una semplice norma di buon senso, persino banale; eppure è quello che stanno facendo gli Stati Uniti. Negli ultimi 10 anni hanno triplicato il debito pubblico, passato da 5700 a 14 mila miliardi di dollari (ed adesso, dopo l'autorizzazione ottenuta dal presidente Barack Obama a sforare il limite, anche oltre questo limite); in massima parte a causa della guerra in Iraq e Afghanistan. Secondo logica, la prima cosa da fare sarebbe ritirare i soldati, per risparmiare in questa maniera qualcosa come mille miliardi di dollari all'anno. Ma gli Usa non hanno fatto nulla del genere. Anzi, il premio Nobel per la Pace 2009 (sì, c'è stato anche questo) ha potenziato gli attacchi in quei Paesi. Ed adesso sta mettendo sotto pressione l'Iran, accusato di voler organizzare un attentato su suolo americano contro l'ambasciatore saudita e contro gli ambasciatori saudita ed israeliano in Argentina.
Ora, vediamo di chiarirci su un punto: la storia che è uscita sui giornali è assolutamente inverosimile. Un americano di origine iraniana che per contattare i narcos messicani si serve di un investigatore privato che (guarda caso) è un confidente dell'FBI: è una storia che può essere creduta solo da un bambino di 5 anni. E neanche troppo intelligente. Anche l'Iran dispone di truppe speciali, come possono essere gli Spetnaz russi o i Navy Seal statunitensi. Se avesse voluto organizzare qualcosa, bastava ricorrere a due o tre di questi, sarebbe stato molto più economico che pagare 1,5 milioni di dollari ai narcos messicani.
Chiarito questo, perchè questi attacchi? Beh, la risposta è semplice ed è sempre la stessa: il petrolio. Purtroppo non ci si vuol rendersi conto che l'Era del petrolio è finita, perchè è il petrolio che è finito. In parte l'Europa qualcosa sta facendo, ma ormai è venuto il tempo di cercare altre fonti di energia per la nostra civiltà. Ma negli Usa, dove il controllo delle lobby economiche sulla politica è totale ed assoluto, le cose vanno diversamente. Finchè le lobby del petrolio potranno guadagnare, obbligheranno il Paese ad usare quello. E se per averlo devono invadere Paesi come l'Iraq (che aveva il torto di avere quel petrolio che oggi le imprese petrolifere statunitensi si stanno prendendo a costo zero), cosa importa? Anzi, meglio: si fanno ricchi anche quelli della lobby delle armi e di tutte le altre industrie legate all'esercito.
Ma nella sostanza questo è l'ultimo di una serie di attacchi contro l'Iran. In precedenza c'è stata tutta la lunghissima querelle sul nucleare iraniano, dato che al governo di Teheran veniva negata la possibilità di usare energia nucleare. E da quando non se ne parla più, Israele è passata ad un'altra strategia: l'eliminazione fisica di tutte le persone che se ne occupano. Sono almeno una decina gli scienziati iraniani legati al nucleare che sono morti, uccisi da una bomba sistemata nella loro autovettura.
Poi c'è stata la vicenda Sakineh, dove una donna che, insieme all'amante, ha realizzato l'omicidio del marito, è stata trasformata in eroina. E' bastato raccontare un sacco di balle: che era stata condannata per adulterio, che rischiava la lapidazione, che veniva frustata in carcere e così via. Ma una semplice ricerca su Internet con l'aiuto di una persona che parla e scrive in farsi (la lingua che si parla in Iran) è stata sufficiente per svelare l'arcano: l'Iran non applica la lapidazione perchè aderisce alla moratoria decretata dall'Onu nel 2002 (e comunque è un sistema che non piace ai vertici religiosi del Paese); in Iran è quasi impossibile essere condannati per adulterio, perchè il reato prevede che ad un singolo atto sessuale siano stati testimoni almeno quattro persone, non partecipanti (in pratica, si può processare l'attrice di un film porno, e basta); l'episodio sulle frustate è stato smentito da tutte le fonti.
E poi ecco svelato l'arcano: la fonte di tutte le notizie (false, ma prese da tutta la stampa e dalla Tv italiana come oro colato) era quello che veniva definito come "avvocato di Sakineh", ma in realtà era un amico del figlio della donna, nonchè un terrorista appartenente al gruppo "Mujaheddin del Popolo". SI tratta di un gruppo creato durante la guerra tra Iran ed Iraq, negli anni '80, da Saddam Hussein. Quando negli anni '90, il dittatore iracheno cercò l'aiuto dei vicini, smise di finanziare l'organizzazione che trovò una fonte di danaro in Israele, dal Mossad. E da allora l'organizzazione commette attentati su territorio iraniano, per lo più attentati esplosivi contro i civili.
Insomma, siamo sempre al solito punto: l'Iran khomeinista, il "regime cattivo", da 32 anni a questa parte è stato accusato più o meno di ogni nefandezza, ma non è mai stato provato il suo coinvolgimento in nessun attentato terroristico nè ha mai effettuato azioni militari offensive contro i suoi vicini. Certo, non è il migliore dei sistemi di governo (personalmente non mi piace l'idea di vivere in un Paese dove le leggi sono fatte dai religiosi; ma questo è quello che avviene anche in Italia) ma non è neanche l'inferno incarnato in terra. Però si continuano a raccontare balle, in modo che quando gli Usa o Israele attaccheranno, la gente, completamente disinformata, dirà: "Beh, meglio così. Prima c'era un regime cattivo..."

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©