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Ma per la Jana Megrahi resta un "ostaggio politico"

Gli Usa criticano la Libia: accoglienza “inquietante”


Gli Usa criticano la Libia: accoglienza “inquietante”
21/08/2009, 20:08

Parole dure nei confronti della Libia sono arrivate dal presidente statunitense Barack Obama dopo la calda accoglienza riservata ad Abdel Baset al Megrahi (nella foto), condannato all’ergastolo per l’attentato di Lockerbie e scarcerato ieri dalla Scozia perché malato terminale di cancro. “E’ inquietante, - ha dichiarato Bill Burton, portavoce della Casa Bianca, - vedere immagini che suggeriscono che Megrahi ha ricevuto una accoglienza da eroi mentre avrebbe dovuto essere trattato come un assassino condannato”. Al suo arrivo a Tripoli, infatti, accompagnato dal figlio del colonnello Gheddafi, l’ex agente dei servizi segreti libici era stato salutato da migliaia di persone sventolanti bandiere libiche e scozzesi. “Abbiamo indicato al governo libico, - ha proseguito Burton, - che un’accoglienza di questo tipo invia un messaggio sbagliato, ed è profondamente offensiva nei confronti delle famiglie delle centinaia di persone che hanno perso la vita nell’attentato di Lockerbie”.
Un invito alla moderazione era stato rivolto a Gheddafi anche dal primo ministro britannico, Gordon Brown, che in una missiva raccomandava al colonnello “sensibilità” da parte del suo popolo nei confronti della scarcerazione. La reazione dei libici ha incrinato i rapporti con la Gran Bretagna e, dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri, David Miliband (“La vista di un assassino di massa che riceve un’accoglienza da eroe a Tripoli è profondamente sconvolgente e profondamente dolorosa”), il principe Andrea di Inghilterra potrebbe annullare la missione commerciale prevista per il mese prossimo in Libia.
Era probabile, del resto, che un invito alla moderazione sarebbe caduto nel vuoto: la Libia, infatti, ha sempre considerato Abd al Basset al Megrahi “un ostaggio politico”, tesi che, afferma l’agenzia libica Jana, sarebbe stata confermata con la sua scarcerazione.

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di Nico Falco
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